la testimonianza

Vaccini contro il Covid-19, a Latina il grido dei fragili: “Siamo stati dimenticati”

Francesca Caddeo, 73 anni,vive e Priverno ed è una paziente oncologica con invalidità polmonare grave

LATINA – “Siamo stati dimenticati, di noi fragili non si occupa nessuno. Pazienti ad altissimo rischio, come me, ancora non sanno quando saranno vaccinati contro il Covid. E se nel Lazio saremo inseriti dopo gli ultraottantenni, nella migliore delle ipotesi riceveremo la prima dose a giugno”.

Francesca Caddeo è una paziente oncologica che vive con un pezzo di polmone in meno; le terapie, poi, le hanno danneggiato il resto dell’apparato respiratorio ed è affetta da una broncopneumopatia ostruttiva: “Per me prendere il covid  – racconta – sarebbe letale, so bene che non avrei alcuna chanche di salvarmi”, racconta la donna che ha 73 anni e vive a Priverno.

L’ha fatta arrabbiare la dichiarazione rilasciata mercoledì dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato nel corso della presentazione del centro vaccinale alla Nuvola di Roma Eur: “Il 1° marzo cominceranno le prenotazioni per i molto fragili”. Infatti, sul sito Salute Lazio, non ce n’è traccia e non solo. “E’ da quando è cominciata la campagna vaccinale che sto cercando di capire quando e dove saremo vaccinati e ci sono tantissime persone fragili, anche molto più giovani di me: pazienti oncologici, neurologici, affetti da broncopneumopatie ostruttive, diabetici e altre patologie gravi. Fino ad ora sono stati vaccinati solo trapiantati e dializzati, ma noi siamo fantasmi. Ci dicono che saremo vaccinati presso le strutture che ci seguono, ma quali? La Regione non offre certezze, la Asl di Latina non ci chiama, né ha programmato le nostre vaccinazioni, il Comune in cui vivo, Priverno, non è informato e neanche il mio medico di base ha saputo darmi informazioni. E poi, io sono stata operata  Tor Vergata e sono in follow up lì, e i miei medici mi hanno assicurato che non saranno loro a vaccinarmi. Come ho detto: di noi, non si occupa nessuno”.

Si tratta di un piccolo esercito, secondo i dati della Asl di Latina 8-9000 persone. “Se è  vero che apriranno le prenotazioni il 1° marzo, dovremo aspettare la fine della vaccinazione agli ultraottantenni, allora mi chiedo: perché non ci hanno fatto prenotare con loro?”.

La sua testimonianza questa mattina su Radio Immagine

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