l'intervista

“Processo per stupro, messaggio sempre urgente e ci racconta l’evoluzione della città”

Lo spettacolo del regista Renato Chiocca on line sulla pagine Fb del Comune di Latina

LATINA – Una Clara Galante agguerritissima nei panni di Tina Lagostena Bassi, l’avvocata che in Tribunale a Latina, era il 1978,  assisteva Fiorella, una 18enne stuprata che decise di denunciare quando ancora pochissime donne lo facevano. Un’arringa rimasta nella storia della professione forense, ma molto di più: parole che hanno contribuito a cambiare il mondo in meglio. La vedremo in  “Processo Per Stupro” lo spettacolo diretto dal regista Renato Chiocca che il Comune di Latina metterà on line sulla pagina Facebook domenica sera, 7 marzo, alle 21 alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna.

Con un gruppo di lavoro tutto pontino, oltre alla Galante, Enzo Provenzano nei panni dell’avvocato Giorgio  Zeppieri che in quel processo difendeva gli stupratori, Tullio Sorrentino nei panni del giudice Colaiuta, e poi Franesco Lande e Simona Muzi, lo spettacolo, a cura della compagnia “Tempi Supplementari”, riprende l’omonimo documentario, diretto da un collettivo di donne coordinato da Loredana Rotondo, andato in onda nel 1979 – su quello che allora era il secondo canale della Rai – raggiungendo oltre 12 milioni di spettatori.

NE ABBIAMO PARLATO CON RENATO CHIOCCA SU RADIO IMMAGINE: “Penso che uno spettacolo come “Processo per stupro”  sia di pubblico interesse – spiega il regista – Farlo vedere sulla pagina istituzionale del Comune di Latina assume un significato particolare, perché processo per stupro nasce da un documentario storico che fu girato nel tribunale di Latina del 1978. Già quando lo portammo al D’Annunzio di Latina nel 2018, spostare quelle parole così violente, così importanti, dal tribunale al teatro della città ci sembrò, un’azione molto forte dal punto di vista simbolico anche per l’evoluzione della storia della città. Oggi, che i teatri soffrono e che appunto la cultura digitale ci consente di utilizzare anche altri linguaggi, ci è sembrato opportuno poter proporre Processo per Stupro nella ripresa video. È un modo per portare avanti la testimonianza dell’ urgenza di quello spettacolo che anche ora, soprattutto in tempi di covid, torna a sottolineare un problema molto forte“.

Non vogliamo una condanna esemplare vogliamo che in questa aula ci sia resa giustizia. Chiediamo che anche nelle aule dei Tribunali si modifichi quella che è la concezione socio culturale del nostro paese perché la donna non è un oggettodiceva Lagostena Bassi nella sua arringa rivolgendosi alla corte e ai suoi colleghi del Foro – Nessuno direbbe di quattro rapinatori che entrano in un negozio per rubare delle gioie, che il gioielliere ha un passato poco chiaro, è un usuraio o evade le tasse. Nessuno lo farebbe e allora io mi chiedo, perché, se invece che quattro oggetti d’oro, l’oggetto del reato è una donna in carne ed ossa, ci si permette di fare un processo alla ragazza. Perché qui, la vera imputata è la donna. Io non sono il difensore della donna Fiorella, ma sono l’accusatore di un certo modo di fare i processi per violenza”.

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