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CULTURA

Il Festival Pontino torna in presenza: musica a Latina, Sermoneta, Ninfa e Cori

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LATINA – Si terrà dal 3 al 31 luglio la 57ª edizione del Festival Pontino di Musica, storica manifestazione organizzata dalla Fondazione Campus Internazionale di Musica di Latina che ogni anno anima il territorio pontino, nei suoi borghi storici e in alcuni dei luoghi più suggestivi, come il Castello Caetani di Sermoneta, il Giardino di Ninfa, il Chiostro Sant’Oliva a Cori e la città di Latina.

“È una gioia poter annunciare l’avvio del 57° Festival Pontino di Musica – dice Elisa Cerocchi presidente del Campus Internazionale di Musica di Latina –, una gioia che scaturisce innanzi tutto dal sapere che la situazione pandemica è migliorata e che potremo di nuovo ascoltare musica dal vivo nei bei luoghi del nostro territorio. Venti concerti in un mese, dedicati a giovani e grandi maestri, alla musica contemporanea e classica”. Troveremo infatti nel Festival solisti, ensemble e formazioni da camera di richiamo internazionale, affiancati dai giovanissimi talenti dei Corsi di perfezionamento di Sermoneta, che dopo l’interruzione dell’anno scorso per l’emergenza Covid, sono tornati a iscriversi da ogni parte del mondo. “Per rispettare le disposizioni antiCovid – prosegue Elisa Cerocchi – e allo stesso tempo permettere a tutti i giovani musicisti di partecipare ai Corsi, abbiamo dovuto rivederne l’organizzazione: il Castello Caetani accoglierà solo alcune lezioni e concerti, ma grazie alla generosa disponibilità dei sermonetani, verranno aperti altri spazi della città (Palazzo Caetani e Chiesa di San Michele) per accogliere i maestri e i loro allievi. Faremo di tutta Sermoneta il cuore dei nostri storici Corsi”.

Diversificati, come sempre, i programmi musicali, dal repertorio barocco, classico e romantico, fino all’attenzione per la musica d’oggi, con le tre giornate dedicate come tradizione agli Incontri internazionali di musica contemporanea che fra concerti e tavole rotonde animeranno il secondo weekend del festival (9-11 luglio), presentando diverse prime esecuzioni italiane e assolute.

Ad inaugurare il Festival sabato 3 luglio, nella cornice storica del Castello Caetani a Sermoneta, sarà Mario Caroli, storico docente dei Corsi, flautista di rilievo internazionale, l’anno scorso protagonista di un concerto in streaming dal Giardino di Ninfa, e ora finalmente dal vivo. Accompagnato dal pianista Pietro Ceresini presenta un programma di raro ascolto con musica di Fauré, Bonis, Martin, Jolivet, Yoshimatsu.

È dedicato al violinista Cesare Ferraresi, a quarant’anni dalla morte, nel Giardino di Ninfa il 4 luglio, il concerto del Quartetto Piermarini formato da musicisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala e altre importanti formazioni cameristiche, con la viola di Cesare Zanfini, nipote di Ferraresi. Musicista di primo piano, spalla dell’Orchestra RAI di Milano, docente al Conservatorio di Milano, solista dei Virtuosi di Roma e fondatore del Trio di Milano insieme a Canino e Filippini, Cesare Ferraresi si legò al Festival Pontino e ai Corsi di Sermoneta a partire dal 1975, invitato dall’architetto Cerocchi per rilanciare i corsi di musica da camera. Una collaborazione proficua che lo vide a fianco dei migliori musicisti italiani dell’epoca, formando e promuovendo i nuovi talenti di quegli anni. Per ricordarlo il Piermarini eseguirà due Quartetti di Mendelssohn (n. 2 op. 13) e Beethoven (op. 59 n. 3).

Si terranno a Sermoneta, dal 9 all’11 luglio, gli Incontri Internazionali di Musica Contemporanea con una tavola rotonda (in cui si confronteranno compositori, interpreti, storici della musica) e tre concerti con diverse prime esecuzioni fra cui quelle di Luis de Pablo, presidente onorario del Festival, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2020, Alessandro Solbiati, docente di composizione da molti anni a Sermoneta, e Ivan Vandor, il cui Archivio è stato donato dallo stesso compositore al Campus appena un anno prima della scomparsa.  Il 9 il concerto sarà affidato al Syntax Ensemble diretto da Pasquale Corrado, che oltre alle due prime italiane di de Pablo – Pentimento (2013) e Fantasia ochentona (2017) entrambi per ensemble – affianca lavori in prima italiana e assoluta di giovani musicisti provenienti dai Corsi di Solbiati.  Il 10 sarà la volta di Claude Delangle sassofonista fra i più celebri della scena contemporanea, anche lui docente a Sermoneta, che accompagnato al pianoforte da Odile Delangle presenta un programma che dall’Ottocento spazia ai giorni nostri, con la prima assoluta di …ruft uns! (2020) di Solbiati, commissione per il cinquantenario del Campus di Latina del 2020.   Il concerto conclusivo degli Incontri sarà l’11, con un Quartetto dalla formazione insolita con Duccio e Vittorio Ceccanti violino e violoncello, Clara Ricucci clarinetto e Matteo Fossi al pianoforte. Un confronto fra passato e presente, che vedrà alternarsi Trii di Reinecke e Beethoven (“Gli spettri” op. 70 n. 1) a due prime assolute di Vandor, Meditativo (2019) per clarinetto, violino e violoncello e Quartetto con clarinetto (2020).

Un piccolo focus sarà dedicato alla fisarmonica da concerto nelle giornate del 12 e 13 luglio: il 12 alle Scuderie del Castello Caetani di Sermoneta in programma Nuove musiche per fisarmonica da concerto. Accordion for Menotti con brani di Paolo Rotili, Vito Palumbo e Maximiliano Amici, tutti in prima assoluta, che si alternano all’omaggio a Gian Carlo Menotti di cui sono stati trascritti da Patrizia Angeloni e Umberto Turchi alcuni suoi brani per due fisarmoniche. Ne saranno interpreti gli stessi Angeloni e Turchi insieme a Stefano di Loreto. Nel secondo appuntamento, il 13, carta bianca ai giovani fisarmonicisti del Corso di Corrado Rojac che si esibiranno nel Giardino di Ninfa.

È un trio d’eccezione quello che si esibirà a Sermoneta il 17 luglio: la violinista Liza Ferschtman, il violoncellista Giovanni Gnocchi e il pianista Andrea Lucchesini –musicisti di prestigio internazionale, docenti a Sermoneta, Lucchesini da quest’anno – si ritrovano insieme per il Trio op. 97 “L’arciduca” di Beethoven. Completa il programma una selezione da Huit morceaux pour violon et violoncelle op. 39 di Glière e Duo per violino e violoncello op. 7 di Kodály.

È in ricordo di Rocco Filippini, violoncellista scomparso lo scorso aprile, docente dalla fine degli anni Settanta ai Corsi e interprete raffinato di tanti concerti pontini, l’appuntamento del 18 luglio al Castello di Sermoneta in cui ritroviamo i suoi più cari amici e compagni di musica, fra cui la violinista Mariana Sirbu e il contrabbassista Franco Petracchi. A loro si uniscono Roberto Paruzzo al pianoforte, Matteo Rocchi alla viola e Daniela Petracchi al violoncello per eseguire il Quintetto “La trota” di Schubert; completa il programma il Trio op. 49 di Mendelssohn e. Con loro anche

Una tappa anche a Latina: il 20 luglio nell’arena Cambellotti l’appuntamento è con gli ensemble di Ottoni “Tubilustrium”, formazione che prende il nome dall’antico rito romano del sacro lavacro (lustrium) delle trombe militari. Il concerto si presenta come un percorso caleidoscopico tra storia e generi musicali, dal repertorio antico del Cinquecento fino alla musica per film.

Una doppia ricorrenza segna il recital del pianista Alfonso Alberti al Giardino di Ninfa il 24 luglio: il settimo centenario della morte di Dante è lo spunto per un programma con musica di Liszt, Čajkovskij e Verdi ispirata ai versi del poeta fiorentino. Ad aprire il concerto la rarissima esecuzione di Il viaggio imaginario tratto da La commedia di un musicista, lavoro inedito di Roffredo Caetani ispirato al viaggio dantesco. Compositore e mecenate, figlioccio di Franz Liszt, uomo di grande cultura e ultimo duca di Sermoneta, Caetani nasceva centocinquant’anni fa e, in occasione dell’anniversario il Campus condivide con la Fondazione Caetani una serie di appuntamenti per ricordarlo. (L’intero ciclo La commedia di un musicista verrà registrato da Alfonso Alberti nel municipio di Ninfa sul pianoforte di Roffredo, ricevuto in dono da Liszt).

Il 25 luglio si torna al Castello di Sermoneta con il concerto del Quartetto Guadagnini giovane e già affermata formazione italiana. Novità sarà la prima esecuzione integrale del Valses nobles et sentimentales di Ravel, nella versione per quintetto d’archi approntata fra il 2015 e il 2016 da Luis de Pablo (si aggiungerà per l’occasione il contrabbassista Alessandro Belli). La novità Ravel/de Pablo sarà preceduta dalla Sonata III a quattro di Rossini e dal Quartetto per archi op. 10 di Debussy.

Una nuova collaborazione segna l’edizione di quest’anno del Festival, ancora una volta nel segno della promozione di giovani talenti: è con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano che nel concerto al Chiostro di Sant’Oliva a Cori il 29 luglio presenta alcuni dei suoi migliori musicisti provenienti dall’Istituto di Musica Antica della scuola (Luca Bossi flauto traversiere, Norma Torti viola da gamba, Punto Bawono tiorba, Amelie Held clavicembalo); in programma musica di Telemann, Sammartini e Händel.

Al violinista Francesco D’Orazio e al pianista Giampaolo Nuti spetta la chiusura del Festival al Castello di Sermoneta il 31 luglio con l’avvio del progetto triennale sull’integrale della Sonate per violino e pianoforte di Beethoven. Oltre alle Sonate op. 12 n. 1, op. 24, op. 30 n. 2, in programma anche una inedita pagina per viola sola di de Pablo, Fantasia interrotta per viola sola, composta nel 1994 per celebrare il 90° compleanno di Goffredo Petrassi.

Il programma del Festival si completa con i tanti concerti dei Giovani artisti dal mondo che dopo la pausa forzata del 2020 causata dell’emergenza Covid, tornano con il loro entusiasmo e la loro passione ad animare i Corsi di perfezionamento che si svolgono a Sermoneta nei giorni del Festival. Oltre agli studenti di fisarmonica che abbiamo già ricordato, in programma ci saranno i concerti degli allievi dei corsi di Mario Caroli (flauto), Carlo Fabiano (musica da camera), Alessandro Solbiati (composizione, con la partecipazione di Maria Grazia Bellocchio al pianoforte, Alessio e Andrea Cavalazzi violino e violoncello), Giovanni Gnocchi (violoncello), Andrea Lucchesini (pianoforte), Franco Petracchi (contrabbasso) e Claude Delangle (sax).

Biglietti: 3 – 17 – 18 – 20 – 25 – 31 luglio € 20 intero – € 15 ridotto; 4 – 24 luglio € 2; 9 – 12 – 13 – 16 – 29 luglio € 10 intero – € 5 ridotto; 7 – 8 – 22 – 23 luglio € 5 intero – € 3 ridotto; 16 luglio ore 18,00 ingresso libero; 1O – 11 luglio € 15 intero – € 10 ridotto

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CULTURA

Si chiude a Itri il primo Festival “Regina Viarum”: studenti lungo il tracciato

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ITRI  – Si è chiuso il primo Festival “Regina Viarum”, cinque giorni lungo la Via Appia tra storia, cultura e territorio. L’evento conclusivo del progetto promosso dalla Regione Lazio e dedicato alla Via Appia antica, simbolo della grandezza dell’Impero e della straordinaria capacità ingegneristica dell’antica Roma, si è concluso lunedì a Itri.
La manifestazione, iniziata il 21 maggio nel Parco dell’Appia Antica a Roma, ha attraversato in questi giorni diversi comuni della provincia pontina toccati proprio dal percorso della Regina Viarum, facendo tappa a Latina, Terracina, Fondi, Formia e Minturno, prima dell’appuntamento conclusivo ospitato questa mattina a Itri.
Nel corso delle cinque giornate il festival si è concretizzato in concerti, incontri, visite guidate, cammini, laboratori e degustazioni, tutti ad ingresso gratuito. Un programma articolato e partecipato, particolarmente apprezzato dal pubblico che, in tutte le tappe, ha risposto con una presenza numerosa e convinta agli appuntamenti proposti.
La giornata finale si è aperta con una visita riservata alle scuole lungo il tracciato dell’Appia, accompagnata da un incontro didattico e da una mostra espositiva dedicata alla storia e al valore della celebre strada romana.
A seguire si è svolto il convegno conclusivo, aperto dagli interventi istituzionali dell’assessore al Turismo, Ambiente e Sport della Regione Lazio Elena Palazzo, del sindaco di Itri Andrea Di Biase e dell’assessore al Turismo del Comune di Itri Maria Cardogna.
Nel corso dell’incontro sono poi intervenuti il direttore del Parco Naturale dei Monti Aurunci, Giorgio De Marchis, che ha approfondito il rapporto tra gli Aurunci e la Regina Viarum, soffermandosi sul tema del paesaggio e della tutela del territorio, e la dirigente scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo di Itri, Maria Laura Cecere, che ha invece relazionato sul tema “Semi di domani lungo la Regina Viarum: esperienze, visioni e impegno”.
Ancora una volta il festival ha posto al centro la Via Appia non soltanto come straordinaria testimonianza storica, ma anche come elemento capace di unire cultura, ambiente, scuola e promozione del territorio lungo tutto il percorso che collega Roma al Sud Italia..
La manifestazione, iniziata il 21 maggio nel Parco dell’Appia Antica a Roma, ha attraversato in questi giorni diversi comuni della provincia pontina toccati proprio dal percorso della Regina Viarum, facendo tappa a Latina, Terracina, Fondi, Formia e Minturno, prima dell’appuntamento conclusivo ospitato questa mattina a Itri.
Nel corso delle cinque giornate il festival si è concretizzato in concerti, incontri, visite guidate, cammini, laboratori e degustazioni, tutti ad ingresso gratuito. Un programma articolato e partecipato, particolarmente apprezzato dal pubblico che, in tutte le tappe, ha risposto con una presenza numerosa e convinta agli appuntamenti proposti.
La giornata finale si è aperta con una visita riservata alle scuole lungo il tracciato dell’Appia, accompagnata da un incontro didattico e da una mostra espositiva dedicata alla storia e al valore della celebre strada romana.
A seguire si è svolto il convegno conclusivo, aperto dagli interventi istituzionali dell’assessore al Turismo, Ambiente e Sport della Regione Lazio Elena Palazzo, del sindaco di Itri Andrea Di Biaso e dell’assessore al Turismo del Comune di Itri Maria Cardogna.
Nel corso dell’incontro sono poi intervenuti il direttore del Parco Naturale dei Monti Aurunci, Giorgio De Marchis, che ha approfondito il rapporto tra gli Aurunci e la Regina Viarum, soffermandosi sul tema del paesaggio e della tutela del territorio, e la dirigente scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo di Itri, Maria Laura Cecere, che ha invece relazionato sul tema “Semi di domani lungo la Regina Viarum: esperienze, visioni e impegno”.
Ancora una volta il festival ha posto al centro la Via Appia non soltanto come straordinaria testimonianza storica, ma anche come elemento capace di unire cultura, ambiente, scuola e promozione del territorio lungo tutto il percorso che collega Roma al Sud Italia.

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APPUNTAMENTI

Inaugurato il Regina Viarum Festival: prossime tappe a Latina, Fondi, Itri, Formia e Minturno

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LATINA – E’ stato inaugurato oggi nel Parco dell’Appia Antica a Roma, il primo “Regina Viarum Festival”, la grande rassegna diffusa promossa dalla Regione Lazio e dall’Assessore al Turismo, all’Ambiente e allo Sport Elena Palazzo che attraverserà territori, borghi e paesaggi lungo l’antica strada romana trasformandoli in un grande itinerario di esperienze, cultura e scoperta.

Cinque giorni di cammini, concerti, visite guidate, incontri culturali, laboratori, degustazioni e spettacoli accompagneranno cittadini, turisti e appassionati lungo uno dei percorsi più affascinanti, da Roma fino al Teatro Romano di Minturnae, in un viaggio immersivo tra archeologia, paesaggio, tradizioni e creatività contemporanea.

«Il primo Regina Viarum Festival – ha dichiarato l’assessore Palazzo – nasce con l’ambizione di trasformare un patrimonio unico al mondo in un grande motore di identità e sviluppo per il Lazio, creando una rete fra tutte le località attraversate. Per questo ho lanciato la proposta di una cabina di regia che unisca il nostro Assessorato, quello alla Cultura e quello all’Agricoltura, le Camere di Commercio di Roma, Latina e Frosinone e i Comuni interessati. Considero questa prima edizione una sorta di progetto pilota, nato con l’obiettivo di crescere negli anni. Non solo. Ho in mente, per i prossimi anni, di creare una sinergia tra patrimoni Unesco: l’Appia e la Cucina Italiana, due ricchezze che parlano di noi, sulle quali dobbiamo scommettere con forza. Una arricchisce e rinforza l’altra, in un connubio perfetto. Quella di oggi è stata una partenza entusiasmante. Ringrazio per la partecipazione il Parco dell’Appia Antica e il Comune di Marino».

Sin dalle prime ore del mattino, oltre 50 camminatori hanno preso parte a “Passo dopo Passo”, il cammino inaugurale lungo la Regina Viarum da Porta San Sebastiano a Santa Maria delle Mole, nel Comune di Marino. Grande interesse per “Sapori d’Autore”, l’iniziativa dedicata alle eccellenze enogastronomiche del Lazio con banchi d’assaggio aperti a tutti, che ha accompagnato i visitatori in un percorso di degustazione e scoperta delle tradizioni locali, dall’olio al vino fino ai formaggi e la pinsa.

Domani, venerdì 22, la prima tappa in provincia di Latina con gli incontri all’Ex Garage Ruspi, la sala polifunzionale affidata alla Sapienza Università di Roma e il suggestivo cammino da Fondi a Itri. Il percorso partirà dal Ponte del Viceré de Ribera e arriverà al Municipio di Itri, attraversando un tratto importante del nostro territorio, tra storia, natura e paesaggio.
La Regina Viarum è una strada che appartiene alla memoria di tutti, ma anche al presente delle comunità che la vivono ogni giorno. Per Itri, essere parte di questo cammino significa raccontare il proprio legame con l’Appia e con il paesaggio degli Aurunci.

Sabato 23 maggio da Formia a Minturnae i partecipanti percorreranno uno dei tratti più affascinanti dell’antica strada romana fino al grande evento finale nel Teatro Romano di Minturnae, dove dalle ore 18 prenderà vita il Festival di musica e balli popolari con artisti come Valentina Ferraiuolo, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio. Stand di assaggi enogastronomici accoglieranno il pubblico. Domenica 24 maggio ci si sposterà a Terracina con una visita guidata immersiva nel centro storico e il concerto “Regina Viarum, il suono del viandante” con Federico Paciotti e la sua originale Opera Rock Edition. La conclusione è lunedì 25 maggio tra Fondi e Itri con le iniziative dedicate agli studenti, i laboratori artistici ed enogastronomici e il progetto simbolico “Un dono che cresce”, con la consegna di piantine agli studenti come gesto di cura e appartenenza verso il territorio.

Presenti oggi nella Sala Conferenze del Parco Regionale Appia Antica,  per l’incontro “La Regina Viarum: storia, paesaggio e identità tra passato e presente”, oltre all’assessore Palazzo, l’assessora alla Cultura Simona Renata Baldassarre, il Direttore del Parco Regionale Appia Antica Enrico Maria Guarnieri, la Direttrice del Museo Ex Cartiera Latina Caterina Rossetti e Mons. Pasquale Iacobone, Presidente della Pontificia Commissione Archeologia Sacra.

 “Siamo immersi nel verde e nella natura. Siamo a 4.600 ettari di verde nel cuore di Roma. Oggi è una giornata speciale: oggi festeggiamo l’Appia Antica, regina viarum, madre di tutte le strade, quelle che nascono nel centro storico di Roma e arrivano fino al Mare Adriatico. Uno scenario che mette insieme l’archeologia, la natura, la presenza dell’uomo in un connubio straordinario di natura, ambiente, archeologia”, ha fatto notare Guarneri nel suo intervento.

Monsignor Iacobone ha sottolineato che : “.questo festival della Regina Viarum, dell’Appia, riesce a rendere più popolare quel patrimonio dichiarato dall’UNESCO come importante e determinante della nostra storia e della nostra vita attuale” – aggiungendo – “Speriamo che questo festival serva davvero a sensibilizzare sia le amministrazioni locali sia i cittadini perché possano fruire e valorizzare quanto più il ricchissimo patrimonio dell’Appia Regina Viarum.”

Il presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina, Giovanni Acampora ha parlato del Festival come di “una manifestazione estremamente importante, perché intanto celebra la strada, chiamiamola così, più moderna dell’antichità e, per celebrarla e per raggiungere i risultati che la Repubblica Romana ha avuto con questa meravigliosa opera di alta ingegneria, occorre la partecipazione. Io credo che l’assessorato al turismo, l’assessore alla Palazzo, stiano lavorando bene, perché bisogna creare la giusta sinergia affinché le comunità, i territori, le Camere di Commercio che rappresentano le associazioni e le imprese, così come quella mia, possano partecipare a un festival itinerante che fa conoscere le bellezze dei luoghi, valorizza le connessioni economiche che ci sono all’interno di queste straordinarie comunità, e che possano contribuire ad avere gli stessi risultati straordinari che ha avuto l’Appia nel mettere in connessione popoli, i territori e le culture del Mediterraneo e dell’Oriente.”

Nel corso dell’evento anche un video saluto dello scrittore e attore Giuseppe Cederna.

La giornata si è chiusa con la visita guidata gratuita all’Ex Cartiera Latina e al Museo Multimediale, dedicata all’archeologia industriale lungo la Regina Viarum.

 

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APPUNTAMENTI

Si avvicina il Regina Viarum Festival, cinque giorni di cammini, concerti, degustazioni e incontri culturali

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Da Roma a Minturno passando da Latina, Terracina, Fondi, Itri e Formia: è il primo “Regina Viarum Festival”, in programma dal 21 al 25 maggio 2026. La Via Appia sarà protagonista assoluta di una rassegna diffusa promossa dalla Regione Lazio e dall’Assessore al Turismo, all’Ambiente e allo Sport Elena Palazzo che attraverserà territori, borghi e paesaggi lungo l’antica strada romana trasformandoli in un grande itinerario di esperienze, cultura e scoperta. Cinque giorni di cammini, concerti, visite guidate, incontri culturali, laboratori, degustazioni e spettacoli accompagneranno cittadini, turisti e appassionati lungo uno dei percorsi più affascinanti, da Roma fino al Teatro Romano di Minturnae, in un viaggio immersivo tra archeologia, paesaggio, tradizioni e creatività contemporanea.

“L’Appia ancora oggi è una strada viva che attraversa e unisce luoghi, storie, identità”, dichiara l’assessore regionale al Turismo, Ambiente e Sport Elena Palazzo. “Con il Regina Viarum Festival vogliamo invitare a vivere il Lazio in modo nuovo: camminando, ascoltando, assaggiando e incontrando persone. Sarà un’esperienza emozionale che lega tradizioni, natura, arte ed enogastronomia lungo quella che da sempre è la strada delle strade”.

“Il Festival  – aggiunge il curatore, Maurizio Guercio – nasce per celebrare il recente riconoscimento UNESCO della Via Appia Antica e per valorizzare il patrimonio culturale e ambientale del Lazio”. Ne abbiamo parlato con lui  su Gr Latina (in onda Radio Immagine, Radio Luna e Radio Latina)

IL PROGRAMMA – Si parte giovedì 21 maggio da Roma, nel Parco Regionale dell’Appia Antica, con incontri dedicati alla storia e all’evoluzione della Regina Viarum, visite guidate all’Ex Cartiera Latina, la prima tappa del cammino “La Regina Viarum, passo dopo passo” e banchi d’assaggio con prodotti tipici locali come la pinsa romana, formaggi, olio e vino.

Venerdì 22 maggio il Festival arriverà a Latina con gli incontri all’Ex Garage Ruspi dell’Università La Sapienza e con il suggestivo cammino da Fondi a Itri.

Sabato 23 maggio da Formia a Minturnae i partecipanti percorreranno uno dei tratti più affascinanti dell’antica strada romana fino al grande evento finale nel Teatro Romano di Minturnae, dove dalle ore 18 prenderà vita il Festival di musica e balli popolari con artisti come Valentina Ferraiuolo, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio. Stand di assaggi enogastronomici accoglieranno il pubblico.

Domenica 24 maggio ci si sposterà a Terracina con una visita guidata immersiva nel centro storico e il concerto “Regina Viarum, il suono del viandante” con Federico Paciotti e la sua originale Opera Rock Edition.

La conclusione è lunedì 25 maggio tra Fondi e Itri con le iniziative dedicate agli studenti, i laboratori artistici ed enogastronomici e il progetto simbolico “Un dono che cresce”, con la consegna di piantine agli studenti come gesto di cura e appartenenza verso il territorio.

Il programma completo degli eventi è disponibile sul portale http://reginaviarumfestival.it

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