le indagini della squadra Mobile

Borgo Montello, assalto con omicidio al casolare, altri tre arresti nella comunità indiana.

Dopo il fermo convalidato del presunto omicida, individuati gli appartenenti al commando armato. Due sono ricercati

LATINA – Tre nuovi ordini di arresto per l’omicidio di Borgo Montello avvenuto all’interno della comunità indiana nella notte tra sabato e domenica scorsi, mentre era in corso la festa di nascita del bambino della vittima, il 29 enne Sumal Jagsheer. Li ha eseguiti la squadra mobile della polizia che ha svolto le indagini dopo i fatti avvenuti in un  casolare in strada Monfalcone. Erano stati 10 i feriti.

Il primo ad essere arrestato era stato un uomo di 38 anni considerato il capo del commando armato e anche il responsabile della morte del connazionale: impugnava una pistola dalla quale sono partiti colpi d’arma da fuoco e secondo le testimonianze incitava gli altri a prendere e uccidere tutti i presenti, fornendo indicazioni sui soggetti da aggredire ed alcuni degli odierni destinatari di misura cautelare mediante colpi, anche con mazze di ferro. Sumal era stato colpito alla testa più volte con un corpo contundente (secondo i risultati dell’autopsia) e nel pestaggio un cittadino indiano ha riportato lesioni e fratture multiple, giudicate guaribili in 90 giorni “salvo complicazioni”.

Gli investigatori della questura diretti dal vicequestore Giuseppe Pontecorvo nel prosiegui delle indagini hanno individuato altri appartenenti al gruppo destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Latina su richiesta della Procura della Repubblica di Latina. Sono S. D. nato in India nel 1982; S. R. nato in India nel 1981 S. G. S. nato in India nel 1989 indagati a vario titolo dei reati di violazione di domicilio, porto abusivo d’armi e lesioni gravi: gli indagati, insieme al primo arrestato S. J., accusato dell’omicidio di Sumal è stato ricostruito “si introducevano a casa di quest’ultimo, dove si stava svolgendo una festa per la nascita del proprio figlio, ed attraverso armi, in particolare pistole e mazze di ferro, minacciavano i presenti, danneggiando le suppellettili, gli arredamenti e le porte dell’abitazione in questione”.

Altri due cittadini di nazionalità indiana, per gli stessi fatti, sono stati invece individuati, identificati e denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria per i reati di violazione di domicilio e porto abusivo d’armi.

Gli arrestati sono stati rintracciati tra Latina e Aprilia, mentre altre due persone risultano al momento irreperibili e sono ricercate.

Il commando che ha fatto irruzione nel casolare era composto da circa 10 persone, a volto parzialmente travisato, tutte di nazionalità indiana, che avevano fatto  nell’abitazione dando vita ad un pestaggio esplodendo anche alcuni colpi d’arma da fuoco che non sono andati a segno. La Polizia Scientifica aveva sequestrato  3 cartucce esplose di pistola e sequestrato tubi innocenti di ferro, usati dagli aggressori.

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