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Violenza sulle donne, territorio a macchia di leopardo: più tutele nel nord che nel sud della provincia

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LATINA – Potenziare le reti territoriali di protezione delle donne, rendere la presenza dei presidi più omogenea sul territorio della provincia di Latina, accorciare quindi le distanze fisiche che impediscono alle vittime di violenza di raggiungere i centri antiviolenza (per mancanza di mezzi di trasporto o di risorse economiche), migliorare ulteriormente la formazione delle operatrici dei Cav e mettersi a disposizione per formare tutti gli attori coinvolti. Sono alcuni degli obiettivi per il 2024 del Centro Donna Lilith di Latina.

E’ stata la Presidente Francesca Innocenti a leggere i numeri di un fenomeno che sta emergendo sempre di più anche grazie all’esistenza della rete territoriale di supporto e a tratteggiare un territorio a macchia di leopardo dove, accanto alla best practice del distretto di Aprilia, c’è il deserto del Sud Pontino, privo di Centri antiviolenza e di Case rifugio riconosciuti dalla Regione Lazio. Dove, accanto ad operatori esperti che hanno affinato la propria sensibilità,  si muovono figure pubbliche che compiono errori nella fase di accoglienza della donna e nella gestione del protocollo esistente.

Al tavolo con Innocenti durante la conferenza stampa che si è svolta nella sede del Centro Donna Lilith in Via Farini, anche Valeria La Valle responsabile della Casa di Rifugio Emily, Chiara Sanseverino del Cav “Libera” di Priverno, Irene Fucsia di quello di Latina e Daniela Truppo del Cav “Donne al Centro” di Aprilia.   “Nel 2023 si sono rivolte alla nostra associazione 311 donne che per la prima volta chiedevano un appuntamento e che sono arrivate da noi da sole, consigliate da amici e parenti o inviate da uno degli attori della rete territoriale (solo per restare alle forze dell’ordine, 54 invii dai carabinieri e 8 dalla polizia, 43 dai servizi sociali dei Comuni). 47 sono stati gli interventi in emergenza e 258 i percorsi di fuoriuscita dalla violenza intrapresi da 211 donne italiane, 16 comunitarie e 31 extracomunitarie – racconta –  Ottantotto sono i casi emersi a Latina città seguita in numero da Sabaudia con 10, Sermoneta con 7, Cisterna  e Pontinia con 6 e via via a scendere. I nostri  però – precisa la presidente – sono dati parziali, perché solo tre sono i centri antiviolenza operativi su questo territorio, quelli di Latina, Aprilia e Priverno”. I dati illustrati di recente dalle forze dell’ordine parlano in fatti di un intervento ogni 22 ore (effettuato dai carabinieri) e di quasi 400 interventi l’anno (dalla polizia), a testimoniare l’esistenza di un fenomeno che fa paura e che mentre scriviamo si costella di nuovi casi.

Per quanto riguarda la Casa di Rifugio Emily, attualmente la sola esistente sul territorio provinciale di Latina – ma due sono state finanziate dalla Regione Lazio nel 2022  – , nel corso dell’anno passato vi sono stati accolti 8 nuclei e di questi 6 erano madri con uno o più figli. “Sono stati però 45 i contatti in emergenza non andati a buon fine. Di questi 24, perché la struttura era a capienza piena e non poteva accogliere, 16 invece per la mancata presa in carico da parte del Comune di appartenenza che non ha voluto pagare la retta di ospitalità o perché si trattava di nuclei senza residenza”.

Quando non c’è posto nella casa rifugio di Latina, le donne vanno spostate, spesso in strutture lontane anche centinaia di chilometri, strappate dal loro contesto con una sofferenza doppia. Dunque potenziare le strutture è uno degli obiettivi primari: “Il percorso per aprire un Cav e una Casa di rifugio nel sud Pontino, tra Fondi e Gaeta, è cominciato, il dialogo con i Comuni è aperto, i locali da destinare ad entrambe le strutture sono stati individuati e sono pressoché pronti, e vogliamo essere fiduciose che nel 2024  possano vedere la luce”, aggiunge la presidente dell’associazione Donna Lilith che opera a Latina da oltre trent’anni. Una seconda Casa Rifugio, è destinata a Cisterna.

Altrettanto importante è il potenziamento della rete territoriale di cui fanno parte con i centri antiviolenza e le forze dell’ordine, servizi sociali, Asl, scuole, operatori della giustizia, realtà religiose e altre associazioni: “Finanziare sempre di più e in maniera costante le reti territoriali significa avere un team che non dà solo risposte nei momenti di emergenza, ma che riesce in maniera organizzata e fattiva, a effettuare percorsi di formazione, contrasto e sensibilizzazione per la popolazione tutta”.

“Insomma, nel 2024  vogliamo continuare ad essere gocce nel chiedere che apra il Cav del Sud Pontino, che siano realizzate le due nuove case Rifugio e che si riesca, da parte di tutti gli operatori della rete, ad accogliere le donne, nei luoghi più adatti e non in uffici dove c’è un via vai di persone, e ad ascoltare veramente il loro racconto, e senza dare giudizi – conclude Innocenti –  Ci è capitato proprio a Natale di assistere alla denuncia di una donna, chiamate per effettuare la valutazione del rischio, e di sentire domandarle perché aveva aspettato trent’anni per chiedere aiuto. E’ tutto quello che non bisogna fare. E’ già molto difficile”.

 

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Caldo, due operai edili morti in 24 ore, disposta l’autopsia. I sindacati: “Sciopero venerdì per Francesco e Wladislaw”

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LATINA – Due morti sul lavoro a Latina in meno di 24 ore con il sospetto che il caldo estremo abbia avuto un ruolo in entrambi i casi. Dopo la morte avvenuta lunedì di Wladyslaw Pernal, 64 anni, che si è accasciato mentre lavorava sul balcone di un condominio in viale Paganini, nel quartiere Q4,  un 54 enne, Francesco Gritto è deceduto martedì mattina mentre lavorava in un impianto fotovoltaico  nella zona di Borgo Santa Maria. Su entrambe le morti la Procura ha aperto un’inchiesta anche per accertare il rispetto delle norme di sicurezza legate al caldo estremo, disponendo l’autopsia.

I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero per Francesco e Wladislaw: venerdì 24 luglio il settore edile si fermerà per otto ore con presidio a Latina in piazza della Libertà a partire dalle 9,30.

Ieri in un incontro che si è tenuto a Latina, l’allarme dell’Inail che riguardava proprio i rischi per la salute dei lavoratori agricoli e edili, con il caldo estremo e l’invito a istituzioni e stakeholder a impegnarsi nella prevenzione.

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Caldo, due operai morti a Latina, Massafra (Cgil) e Cecere (Cisl): “Non è fatalità. Le regole ci sono, servono controlli efficaci”

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LATINA – Sui due operai edili morti sul lavoro a Latina in meno di 24 ore, intervengono i sindacati: “Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più. Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare” dichiara Giuseppe Massafra, Segretario Generale della CGIL Frosinone Latina. “Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera.”

È in questo clima che venerdì mattina la categoria degli edili scenderà in piazza, con un sit-in sotto la Prefettura di Latina, per dire basta a condizioni di lavoro non più dignitose. “Venerdì saremo tutti sotto la Prefettura, perché quello che chiedono i lavoratori dell’edilizia riguarda la dignità di tutti.” Il segretario generale rilancia quindi l’ordinanza regionale anti-caldo, che impone la sospensione delle attività a rischio nelle fasce orarie e con le temperature più critiche: “L’ordinanza esiste, ma da sola non basta: servono controlli seri, sistematici e diffusi, perché venga rispettata da tutte le imprese, senza eccezioni. Le regole ci sono, quello che manca è chi le fa osservare davvero.”

Massafra chiede infine la riconvocazione urgente del tavolo istituzionale “Salute e Sicurezza”, annunciato in Prefettura ma mai realmente attivato: “Non possiamo permetterci che un impegno preso in Prefettura resti lettera morta. Chiediamo che quel tavolo venga riaperto subito, con la partecipazione di tutte le parti, perché sulla sicurezza dei lavoratori non ci sono rinvii che tengano.”

“Le recenti tragedie che hanno colpito il territorio pontino riportano con forza al centro il tema della sicurezza sul lavoro – scrive in una nota Roberto Cecere segretario generale della Cisl Latina – . Gli ultimi incidenti mortali riguardano un operaio di 54 anni che stava lavorando presso un impianto fotovoltaico a Borgo Santa Maria e un operaio edile di 64 anni che lavorava in un cantiere nel quartiere Q4 di Latina. Fatti che hanno scosso profondamente l’intera comunità provinciale, riaccendendo l’attenzione sulle condizioni in cui migliaia di lavoratrici e lavoratori svolgono quotidianamente la propria attività, spesso esposti a rischi elevati e, durante il periodo estivo, anche agli effetti delle temperature estreme”, scrive Cecere in una nota.

« La provincia di Latina continua a rappresentare uno dei territori nei quali il tema della sicurezza sul lavoro richiede interventi sempre più incisivi e un rafforzamento della cultura della prevenzione. Il richiamo comune è quello di non limitarsi al cordoglio dopo ogni tragedia, ma di trasformare ogni episodio in un’occasione per migliorare controlli, formazione e organizzazione del lavoro. In questo contesto assume particolare rilevanza l’accordo sottoscritto tra Regione Lazio e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, finalizzato a tutelare i lavoratori durante le ondate di calore. Il provvedimento prevede la sospensione delle attività lavorative all’aperto, con esposizione prolungata al sole, nelle fasce orarie più critiche – dalle 12.30 alle 16.00 – nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “alto”. L’accordo interessa in particolare i settori maggiormente esposti alle elevate temperature, tra cui: edilizia e cantieri, agricoltura e florovivaismo, cave, attività logistiche e movimentazione merci svolte all’aperto, ogni altra attività che comporti lavoro continuativo sotto il sole senza adeguate protezioni. Si tratta di una misura importante che riconosce il caldo estremo come un fattore di rischio professionale e che rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Tuttavia, il protocollo non può essere considerato sufficiente se non accompagnato da controlli efficaci, investimenti nella prevenzione e una piena applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ogni nuova vittima rappresenta una sconfitta per l’intero sistema istituzionale, produttivo e sociale e rende ancora più urgente rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, parti sociali e organi di vigilanza – aggiunge Cecere – Ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita profonda per tutta la nostra comunità e non può mai essere considerata una tragica fatalità. La sicurezza deve diventare un valore condiviso e irrinunciabile, da perseguire ogni giorno attraverso prevenzione, formazione, organizzazione del lavoro e controlli efficaci. È necessario che tutte le aziende rispettino rigorosamente le norme e che nessun lavoratore sia costretto a scegliere tra la propria salute e il proprio posto di lavoro. Il Sindacato continuerà a battersi affinché la dignità della persona venga sempre prima di ogni logica produttiva. Prepareremo una risposta adeguata per il rispetto delle normative.»

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Commissione antimafia a Latina, audizione delle commissarie di Aprilia. Verini (Pd): “Segnale importante di attenzione”

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LATINA – Una lunga audizione delle commissarie prefettizie che stanno guidando il Comune di Aprilia in Prefettura a Latina davanti alla Commissione parlamentare antimafia in missione nel capoluogo per fare il punto sulle criticità presenti sul territorio. All’uscita nessuna conferenza stampa, è stato il senatore Walter Verini (Pd) capogruppo dell’organismo presieduto da Chiara Colosimo a spiegare che l’audizione è secretata nel rispetto degli approfondimenti che dovranno essere svolti.

Per Verini la visita della Commissione parlamentare Antimafia a Latina, “tornata nella nostra provincia dopo dodici anni, rappresenta un passaggio di grande rilievo istituzionale. È un segnale importante di attenzione verso un territorio che continua a fare i conti con fenomeni criminali complessi e che ha bisogno di un impegno costante da parte dello Stato. Bene l’attenzione su Aprilia, caporalato e infiltrazioni criminali. La legalità si costruisce con istituzioni forti e una comunità consapevole»

“Le audizioni di oggi confermano che la provincia pontina resta un territorio sul quale è necessario mantenere alta l’attenzione – dicono dal Pd provinciale di Latina – Pensiamo alla situazione di Aprilia, ancora commissariata dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, alle vicende che riguardano il capoluogo come la questione del lungomare e dei chioschi, alle tante criticità dei Comuni del centro-sud pontino, al fenomeno del caporalato e alle altre problematiche rappresentate nel corso della giornata. Sono questioni diverse, ma accomunate dalla necessità di una presenza forte e costante delle istituzioni”.

Per il Segretario provinciale del Partito Democratico Latina, Omar Sarubbo, Valeria Campagna Vicesegretaria regionale del partito con delega alla Legalità e contrasto al caporalato, per Matteo Marcaccio, responsabile Legalità e Sicurezza della Federazione provinciale e per il segretario comunale di Aprilia Davide Zingaretti è “fondamentale potenziare il lavoro delle forze dell’ordine, della magistratura e della Prefettura, garantendo uomini, mezzi e strumenti adeguati. A tutte le donne e gli uomini che ogni giorno operano sul nostro territorio va il nostro ringraziamento: il loro impegno rappresenta il presidio più concreto a difesa della legalità e della sicurezza delle nostre comunità. La visita della Commissione deve però rappresentare un punto di partenza, non un episodio isolato. Il contrasto alle mafie non può esaurirsi nell’azione repressiva, richiede una presenza costante dello Stato e un investimento sul piano sociale, culturale ed educativo, coinvolgendo scuole, associazioni, amministrazioni locali, realtà produttive e cittadini. Condividiamo, in questo senso, il richiamo del senatore Walter Verini alla necessità di costruire gli anticorpi civili contro mafie e illegalità. È un lavoro che il Partito Democratico porta avanti da tempo e che intendiamo rafforzare promuovendo nei prossimi mesi iniziative pubbliche e occasioni di confronto sui temi della legalità”.

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