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Bandiera Blu a Sabaudia, Mosca: “Premiati per mare, bellezza, qualità e nonostante le difficoltà”

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SABAUDIA – “La Bandiera Blu premia ancora una volta Sabaudia, per la qualità del suo mare, la bellezza dei suoi 20 chilometri di spiaggia e duna, la cortesia e la professionalità consolidata degli
operatori di settore, la pregevole qualità complessiva dei servizi offerti. Tutto questo nonostante le tante difficoltà sopravvenute negli ultimi periodi, prime fra tutte le criticità sorte a causa delle persistenti e avverse condizioni meteorologiche e l’accentuazione dei fenomeni erosivi della costa”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca dopo la conferma del vessillo da parte della Fee. Per il primo cittadino si tratta di un “riconoscimento di qualità e impegno”

“L’Amministrazione  – aggiunge Mosca – continua a lavorare d’intesa con gli imprenditori balneari, l’Ente Parco del Circeo e gli Organismi sovracomunali, in primis Provincia e Regione, per individuare congiuntamente le soluzioni più idonee per conservare e accrescere l’attrattività del Brand Sabaudia. Ce la metteremo tutta per rendere anche l’estate ormai prossima all’altezza degli standard che cittadini e turisti si aspettano”.
Il Sindaco era presente alla cerimonia di consegna delle Bandiere Blu che si è tenuta questa mattina a Roma.  ( foto dalla Pagina Fb del Comune di Sabaudia)

1 Comment

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  1. Francesco Saverio Biancheri

    15 Maggio 2024 at 8:43

    Invece di sentire solo il sindaco che si auto elogia chiedete ai cittadini e ai fruitori se sono soddisfatti di come è gestito il settore turistico forse sarebbe più realistico.chiedete cosa non va da decenni ,la bandiera blu andrebbe assegnata con criteri diversi non solo su criteri a sfondo naturalistico e di qualità delle acque .l’accoglienza ,l’offerta di servizi,di manifestazioni di qualità non come nella maggior parte dei casi con feste di paese di scarsa qualità di pulizia della duna ,di efficenti e EN manutenuti accessi al mare che consentano l’uso anche ai portatori di handicap con parcheggi a pagamento legali e cioè che rispettino le norme del codice della strada cosa che non corrisponde alla realtà.manca un’offerta per i giovani che oltre al mare hanno non hanno altro.non basta riempirsi la bocca con l’assegnazione di un titolo che serve solo per propaganda

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Il viaggio migratorio di Laerte, da Gaeta a Gibilterra: il biancone liberato in estate seguito con un gps

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GAETA – Curato dagli esperti del CRAS del Parco Riviera D’Ulisse dopo essere stato trovato ferito, ha compiuto un viaggio lunghissimo lungo la sua rotta migratoria, dopo essere tornato il libertà il 12 agosto: oltre 2.200 chilometri in sedici giorni, dal Lazio allo Stretto di Gibilterra. Lui è Laerte il biancone che è stato seguito a distanza grazie a un dispositivo GPS/GSM. “Il monitoraggio documenta la sua piena ripresa e offre nuovi dati scientifici sugli spostamenti della specie”, spiegano dall’Ente. E anche Telemaco, un secondo biancone riabilitato e liberato dal Parco, ha iniziato la migrazione.

La storia di Laerte era cominciata nell’ottobre 2025, quando il biancone era stato recuperato nel territorio di Veroli, in provincia di Frosinone, con una ferita a un’ala e successivamente affidato al CRAS del Parco. Sono seguiti mesi di cure e di riabilitazione, con l’assistenza veterinaria della dott.ssa Stefania De Vita, veterinario convenzionato con l’Ente, fino al recupero delle condizioni necessarie per il ritorno alla vita selvatica. Prima della liberazione, grazie alla collaborazione scientifica con ISPRA e al supporto di Vincenzo Cavaliere, ornitologo esperto, Laerte è stato dotato di un trasmettitore GPS/GSM alimentato a energia solare, in grado di fornire informazioni sulla posizione e sugli spostamenti dell’animale.

“Il 12 agosto 2026 il momento atteso: Laerte è tornato libero. Dopo alcune settimane trascorse tra le province di Latina e Frosinone, il 27 settembre ha iniziato la migrazione. Da quel momento il segnale GPS ne ha raccontato quasi giorno dopo giorno il viaggio: la risalita della costa tirrenica italiana, il passaggio verso la Liguria, la Francia meridionale e quindi l’attraversamento della Penisola Iberica. Il 13 ottobre, appena sedici giorni dopo la partenza, Laerte aveva già percorso oltre 2.200 chilometri e raggiunto le sponde dello Stretto di Gibilterra, uno dei principali colli di bottiglia delle rotte migratorie tra Europa e Africa.Il percorso seguito da Laerte è particolarmente significativo perché documenta uno dei comportamenti migratori più affascinanti del biancone: la cosiddetta “migrazione a circuito”, o “ad arco”. I bianconi dell’Italia centrale, invece di dirigersi direttamente verso Sud e affrontare lunghe traversate sul Mediterraneo, durante la migrazione autunnale possono muoversi inizialmente verso Nord-Ovest, raggiungere la Francia e attraversare la Penisola Iberica fino allo Stretto di Gibilterra”.

Il biancone è infatti un grande rapace veleggiatore:durante gli spostamenti sfrutta le correnti termiche ascensionali che si formano sopra la terraferma per guadagnare quota e percorrere grandi distanze limitando il dispendio energetico. Sul mare aperto queste condizioni vengono meno e il volo diventa più impegnativo. Per questo la specie tende a evitare le lunghe traversate marine e concentra il passaggio verso il continente africano proprio in corrispondenza dello Stretto di Gibilterra.

Il percorso registrato dal trasmettitore di Laerte restituisce così, con straordinaria precisione, una rotta migratoria già conosciuta e studiata dalla comunità scientifica, mostrando al tempo stesso le condizioni dell’animale dopo il lungo percorso di cura e riabilitazione.

«Laerte ha dimostrato una piena capacità di affrontare una migrazione estremamente impegnativa, percorrendo oltre 2.200 chilometri in sedici giorni e facendo registrare, in alcune tappe, spostamenti giornalieri superiori ai 200 chilometri – sottolinea il Direttore del Parco Regionale Riviera di Ulisse, Fabio Refini –. È un dato particolarmente importante perché ci consente di osservare concretamente ciò che accade dopo la liberazione e di verificare sul lungo periodo il recupero funzionale dell’animale. Il monitoraggio, inoltre, restituisce informazioni preziose sugli spostamenti e sull’utilizzo del territorio da parte di una specie di grande interesse conservazionistico».

«Dietro quei punti che vediamo muoversi sulla mappa c’è una storia cominciata molti mesi prima, con il recupero di un animale ferito e con il lavoro quotidiano di chi se ne è preso cura – dichiara il Presidente del Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli –. Sapere che oggi Laerte sta percorrendo la sua rotta naturale verso l’Africa è probabilmente il risultato più bello che potessimo ottenere. È anche una testimonianza concreta della qualità e della passione con cui il nostro personale svolge ogni giorno il proprio lavoro e di quanto tutela, ricerca scientifica e collaborazione tra istituzioni possano produrre risultati reali e misurabili».

Il monitoraggio di Laerte rientra nel più ampio lavoro di ricerca e conservazione sviluppato dal Parco Regionale Riviera di Ulisse in collaborazione con ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Area BIO-AVM. I moderni dispositivi di telemetria consentono infatti di seguire gli animali anche dopo il loro ritorno in natura e di raccogliere dati sull’ecologia spaziale, sulle rotte percorse, sulle velocità di spostamento e sugli habitat utilizzati durante le soste e le migrazioni. Informazioni che permettono non soltanto di conoscere meglio la biologia delle specie, ma anche di valutare gli esiti degli interventi di recupero e riabilitazione e di acquisire nuovi elementi utili alla loro conservazione.

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Terracina, accordo con le Guardie Ambientali per contrastare l’abbandono dei rifiuti

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Rafforzare la vigilanza sul territorio, prevenire gli illeciti ambientali e sensibilizzare i cittadini sul corretto conferimento dei rifiuti. Sono gli obiettivi della convenzione siglata tra il Comune di Terracina e le Guardie Ambientali dell’associazione Vigiles FIPSAS, che collaboreranno con l’Amministrazione per la tutela dell’ambiente e dell’igiene pubblica.

L’accordo è stato firmato nella Sala di Rappresentanza dal sindaco Francesco Giannetti e dal coordinatore regionale dell’associazione, Emiliano Ciotti. Presenti anche l’assessore all’Ambiente Maurizio Casabona e il comandante della Polizia Locale Mauro Renzi.

L’associazione Vigiles FIPSAS, composta da guardie ittiche e zoofile, aveva partecipato alla manifestazione di interesse promossa dal Comune. Le attività sul territorio saranno coordinate dal Comando di Polizia Locale, con la collaborazione del Settore Ambiente e della società incaricata del servizio di raccolta dei rifiuti.

La convenzione punta a integrare gli strumenti di controllo già presenti, compreso il sistema di videosorveglianza, con una maggiore presenza diretta sul territorio. Un presidio ritenuto importante soprattutto per prevenire l’abbandono indiscriminato dei rifiuti e favorire il rispetto delle regole, anche nelle aree periferiche.

«L’obiettivo è contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti, promuovere il rispetto delle regole e contribuire a mantenere più pulito il nostro territorio», ha dichiarato l’assessore Maurizio Casabona, sottolineando che la tutela ambientale richiede anche la collaborazione e il senso di responsabilità dei cittadini. Casabona ha ringraziato gli uffici comunali, il sindaco e le Guardie Ambientali per la disponibilità a collaborare.

Il sindaco Francesco Giannetti ha evidenziato il valore del contributo delle associazioni nella salvaguardia degli spazi pubblici e del patrimonio naturale cittadino, dal mare alle aree verdi. «La tutela del nostro territorio richiede la partecipazione, la responsabilità e la collaborazione di tutti», ha affermato, definendo la nuova intesa un’iniziativa concreta per proteggere e valorizzare l’ambiente di Terracina.

La collaborazione si inserisce nel percorso dell’Amministrazione volto a migliorare la gestione dei rifiuti e a rafforzare la prevenzione, affiancando all’attività degli uffici e dei gestori dei servizi una maggiore sensibilizzazione della comunità.

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Abbandono rifiuti, a Latina una nuova fototrappola vicino allo stadio Francioni

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LATINA – Una nuova fototrappola è stata posizionata nell’area dello stadio Francioni di Latina, in pieno centro urbano. Il dispositivo consente di sorvegliare con continuità “una zona particolarmente esposta al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti  – spiegano da Abc – e di documentare eventuali comportamenti non conformi alle regole per il corretto conferimento dei rifiuti. La postazione si aggiunge alle altre fototrappole già utilizzate sul territorio comunale e integra le attività di controllo svolte dagli Ispettori Ambientali e dalla Polizia Locale attraverso verifiche, sopralluoghi e accertamenti diretti”.

L’azienda annuncia anche che “a breve saranno disponibili nuove fototrappole, che consentiranno di ampliare il monitoraggio e rafforzare il presidio delle aree maggiormente interessate da episodi di abbandono e conferimenti irregolari” e “rinnova  l’invito a rispettare le modalità di conferimento e a collaborare alla corretta gestione dei rifiuti: comportamenti responsabili da parte di tutti sono fondamentali per mantenere la città più pulita e contrastare fenomeni che danneggiano l’intera comunità”.

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