Lunanotizie.it

CRONACA

“La buona politica è al servizio della pace”: il messaggio del Vescovo di Latina

Pubblicato

LATINA – E’ stata celebrata nella Cattedrale di San Marco la tradizionale Messa di Capodanno. Il vescovo mariano Crociata ha scritto per la celebrazione alla quale hanno preso parte le autorità politiche e istituzionali pontine, la presentazione del Messaggio di Papa Francesco per la LII Giornata mondiale della Pace, che ricorre il 1° gennaio, sul tema «La buona politica è al servizio della pace». Un tema inedito – fa notare il vescovo Crociata che rimarca nel suo messaggio esplicativo: “La pace, certo, non può essere prodotta solo dalla politica, ma una politica vera serve la pace, concorre a predisporla e a realizzarla in misura spesso decisiva….  una politica non buona non aiuta la pace, anzi la minaccia”… la buona politica è «realizzare insieme» cittadinanza e condizioni di buona convivenza per tutti”.

E’ stato poi il vicario generale mons. Mario Sbarigia a presiedere la celebrazione.

IL MESSAGGIO DI TESTO INTEGRALE 

Cari fratelli e sorelle,

quella che celebriamo quest’anno è la cinquantaduesima Giornata Mondiale della Pace. Qualcuno potrebbe temere, dopo tanti anni, di trovare ripetitiva la proposta dei temi. E invece proprio quello di quest’anno conferma il contrario. La ragione sta nel fatto che la pace non è un bene tra altri, è invece il bene integro, è l’integrità, l’interezza e la totalità del bene, in cui si trovano tutti gli altri beni, e quindi ha una ricchezza di aspetti che siamo lontani dall’avere compreso e soprattutto attuato. Ne abbiamo un esempio nella storia del nostro Paese, il quale, come altri Paesi europei, da più di settanta anni non conosce la guerra, ma non per questo può dire che in esso regni sovrana la pace; al contrario, sembrano non finire mai i motivi di conflitto a tutti i livelli. Non basta l’assenza di guerra per avere pace. La pace è anche molto di più, e questo di più non abbiamo ancora finito di conoscerlo e soprattutto di praticarlo.

Questo spiega perché la Giornata viene celebrata nel giorno ottavo del Natale: in questa solennità della Madre di Dio, che con la sua maternità ha dato al mondo il Salvatore Gesù Cristo, noi accogliamo e crediamo in Colui che solo può portarci la pace come bene integro e somma di tutti i beni. Da soli non siamo capaci di accoglierla; con Lui impariamo e riceviamo la forza di cercare e costruire la pace. Gesù è colui che dona la pace (cf. Gv 14,27) e, anzi, Egli stesso «è la nostra pace» (Ef 2,14). Con Lui soltanto possiamo davvero «dirigere i nostri passi sulla via della pace» (Lc 1,79).

Il tema di quest’anno è del tutto nuovo nella sua formula: La buona politica è al servizio della pace. Anche se non si è mai parlato di politica, nei Messaggi degli anni passati essa è stata sempre presente, poiché i primi destinatari sono stati i responsabili politici e istituzionali delle nazioni, insieme a tutti i credenti e agli uomini e donne di buona volontà. La pace, certo, non può essere prodotta solo dalla politica, ma una politica vera serve la pace, concorre a predisporla e a realizzarla in misura spesso decisiva. Consideriamo la formula “buona politica”. Il Messaggio vuole condensare proprio questo: una politica non buona non aiuta la pace, anzi la minaccia. Una buona politica è «un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo»; essa consiste, come scriveva Paolo VI, nel «realizzare insieme il bene della città, della nazione, dell’umanità». Portiamo con noi questa espressione, perché condensa in modo semplice ed efficace il significato della buona politica: «realizzare insieme» cittadinanza e condizioni di buona convivenza per tutti.

Quando una politica può essere definita buona? Il Messaggio punta molto sulle qualità delle persone che, a livello internazionale, nazionale e locale, occupano posti di responsabilità politica. Queste le «virtù umane che soggiacciono al buon agire politico: la giustizia, l’equità, il rispetto reciproco, la sincerità, l’onestà, la fedeltà». Il Messaggio cita anche le cosiddette beatitudini del politico: un piccolo elenco dovuto alla penna del vescovo vietnamita Van Thuan, perseguitato e tenuto prigioniero per tanti anni ai tempi del regime. Vale proprio la pena leggerle.

Ma ci sono anche i vizi del politico: «la corruzione – nelle sue molteplici forme di appropriazione indebita dei beni pubblici o di strumentalizzazione delle persone –, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comuni, l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto arbitrario della “ragion di Stato”, la tendenza a perpetuarsi nel potere, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione del profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio».

Sarebbe facile concludere a questo punto dicendo che la cosa riguarda quelli che, appunto, hanno responsabilità pubbliche: a loro tocca farsi l’esame di coscienza e cercare di mettersi a posto con essa. Ma le cose non sono così semplici, poiché la buona politica dipende anche dai cittadini. Leggiamo ancora il Messaggio: «Ogni rinnovo delle funzioni elettive, ogni scadenza elettorale, ogni tappa della vita pubblica costituisce un’occasione per tornare alla fonte e ai riferimenti che ispirano la giustizia e il diritto». E questo coinvolge tutti, eletti ed elettori.

Dare il proprio voto è una delle espressioni principali della responsabilità politica che sta nelle mani dei cittadini e degli elettori. È questo, infatti, il senso della democrazia in quanto sistema di governo del popolo. Negli ultimi anni – per considerare solo questi – abbiamo visto gli effetti dell’esercizio di tale potere dell’elettorato nello stravolgere il quadro politico, dal livello locale fino a quello nazionale, e non solo in Italia. Proprio questo, però, ci ha fatto toccare con mano più chiaramente che i limiti della politica non sono altro che l’altra faccia dei limiti dell’elettorato e che i difetti dei politici che, a volte con grande clamore, vengono alla ribalta delle cronache, sono alla fine i difetti dei comuni cittadini, magari ingigantiti.

Per questa ragione le tornate elettorali si trasformano il più delle volte in occasioni per manifestare il peggio della cittadinanza; due effetti di tale deriva sono infatti il clientelismo o, all’opposto, la protesta, una rabbia che spinge a scelte azzardate, prese senza particolare ponderazione; a tutto questo va aggiunto il diffuso assenteismo. Non solo dunque il cattivo comportamento degli eletti, ma anche l’immaturità dell’elettorato o la sua scarsa capacità di critica e di autonomia: tutto questo mina alla base ogni buona politica.

Il Messaggio introduce un ulteriore elemento importante per capire il sentire degli elettori, che spiega in parte il clima sociale e politico adesso dominante, e cioè l’incertezza e la paura: «viviamo in questi tempi in un clima di sfiducia che si radica nella paura dell’altro o dell’estraneo, nell’ansia di perdere i propri vantaggi, e si manifesta purtroppo anche a livello politico, attraverso atteggiamenti di chiusura o nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha tanto bisogno». Dobbiamo diventare consapevoli di questo e cercare insieme il modo di affrontare e superare i motivi di ansia e di inquietudine che ci attanagliano. Perché «ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune», dice ancora il Messaggio. C’è un contributo che solo ciascuno di noi può dare.

Andiamo verso la conclusione dicendo che il Messaggio non vuole essere un trattato di buona politica, ma un invito a considerare le condizioni minimali per realizzarla, indicando quali devono essere le qualità e le virtù di un buon politico, e quali invece i vizi; esso ci fa prendere anche coscienza della nostra responsabilità di cittadini elettori, sia pure in un clima sociale carico di paure e di tensioni.

Vincere insieme le paure, avere il coraggio di guardare i nostri difetti e di non considerare solo quelli dei politici, trovare insieme le ragioni e la visione per una convivenza migliore: questo è l’obiettivo che propone e l’invito che ci rivolge il Messaggio di quest’anno per la Giornata Mondiale della Pace. Da dove cominciare? Uno spunto, che sgorga spontaneo da quanto detto ma su cui bisognerà tornare a riflettere un’altra volta, è il dialogo sociale. Abbiamo bisogno di imparare a darci tempo di riflettere e di confrontarci insieme su ciò che ci sta a cuore per il bene della comunità nella quale viviamo. Si comincia da qui e ora. Ma con un nuovo dialogo sociale.

Con questo auspicio e con questo invito, a tutti – autorità e cittadini, confratelli e fedeli – rivolgo l’augurio di un anno sereno e operoso, con la benedizione del Signore.

Leggi l’articolo completo
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CRONACA

Aprilia, aggredisce un infermiere mentre viene medicato: denunciato 36enne

Pubblicato

APRILIA – Un infermiere è stato aggredito sabato sera all’ospedale di Aprilia. I Carabinieri della Stazione di Aprilia intervenuti hanno denunciato un uomo di 36 anni del posto, già noto alle forze dell’ordine per lesioni personali ai danni del professionista sanitario. Dopo la segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112, i militari hanno ricostruito anche con l’aiuto dei presenti quanto accaduto mentre l’indagato veniva sottoposto a cure mediche.

Leggi l’articolo completo

CRONACA

Lavoro irregolare e menù senza indicazione degli allergeni: 20mila euro di multa e sospensione per un ristorante di Priverno

Pubblicato

PRIVERNO – Ventimila euro di ammenda e sospensione dell’attività per un ristorante di Priverno. E’ l’esito dei controlli svolti sabato dai Carabinieri della Stazione di Priverno, con la collaborazione del  Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità NAS di Latina. Denunciato il titolare, un uomo di 53 anni. I militari hanno riscontrato diverse irregolarità, tra cui l’impiego di cinque lavoratori privi della preventiva comunicazione obbligatoria di inizio attività lavorativa e il menù non riportava l’indicazione degli allergeni e delle possibili intolleranze relative agli alimenti somministrati, in violazione della normativa vigente. Di qui, la maxi sanzione con contestuale sospensione dell’attività. Sono state inoltre elevate ammende per un importo complessivo superiore a 20.000 euro. L’attività di controllo rientra nell’ambito dei servizi predisposti per garantire il rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro e tutela della salute pubblica.

Leggi l’articolo completo

CRONACA

Incidente mortale a Sermoneta, indagato l’autista del tir. Lunedì l’autopsia sul corpo di Chiara

Pubblicato

SERMONETA – E’ stato iscritto sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio stradale il conducente del camion che venerdì pomeriggio nella zona industriale di Sermoneta, all’incrocio tra via della Tecnica e Via Fontana Murata ha travolto l’auto condotta da Chiara Tenore. La barista 22enne, conosciutissima a Sermoneta dove lavorava a Pontenuovo, è morta sul colpo nell’impatto. Ferito in maniera grave il cognato che era in macchina con lei.

I carabinieri che hanno svolto i rilievi e ascoltato l’autotrasportatore, stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari per verificare le circostanze dell’impatto, a partire dalla velocità del camion in un punto in cui il limite di velocità è di 30 km orari. Sull’asfalto il mezzo ha lasciato i segni di una lunga frenata che non è servita a evitare lo scontro. Accertamenti saranno compiuti anche sul cellulare della vittima e lunedì il magistrato della procura che si sta occupando di guidare le indagini dei militari dell’Arma conferirà l’incarico per l’autopsia sul corpo di Chiara.

Intanto, in un post  pubblicato sui social, la sindaca di Sermoneta Giuseppina Giovannoli ha descritto la vittima  come “una lavoratrice,  una figlia, un’amica.  Chiara era una di quelle presenze che, ogni giorno, con un sorriso e un gesto semplice, rendevano più umano il nostro vivere quotidiano. Davanti a tragedie come questa, le parole sembrano sempre insufficienti”, ha scritto la prima cittadina esprimendo il cordoglio suo e di tutta l’amministrazione comunale, e “la vicinanza sincera alla famiglia, agli amici, ai colleghi. Il loro dolore è il dolore di un’intera città che oggi si stringe in un silenzio carico di lacrime e di rispetto”.

Leggi l’articolo completo

Più Letti