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Viale Mazzini, sul taglio dei pini l’assessore Ranieri: “Falsità dire che in tempi forestazione urbana a Latina gli alberi li tagliamo e basta”

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(nella gallery alcuni degli episodi che hanno preceduto il taglio dei pini. L’episodio più impressionante nel 2011 quando due donne rimasero ferite)

LATINA Mentre proseguono con il taglio degli ultimi pini, i lavori in Viale Mazzini, riceviamo e pubblichiamo dall’Assessore al Decoro e Lavori Pubblici del Comune di Latina, Emilio Ranieri, un intervento sulla questione che continua ad essere oggetto di scontro tra favorevoli e contrari. Nella sua nota Ranieri pone l’accento sulla sicurezza, ricordando la recente ecatombe di alberi e i pericoli sempre più presenti a causa degli eventi atmosferici prodotti dai cambiamenti climatici, ma guarda anche alla città del futuro. Risponde anche al Presidente dell’Ordine degli Architetti Massimo Rosolini che ha bocciato l’intervento. “Falsità come quella che “in tempi forestazione urbana…a Latina gli alberi li tagliamo e basta” non hanno diritto di menzione”.

LA RIFLESSIONE  Viale Mazzini è ancora lì. Il panorama urbano, lo skyline, è stato modificato perdendo la sua componente naturalistica ed ambientale che più delle altre componenti ha sofferto delle difficoltà di una corretta gestione e cura della città.

Dal punto di vista squisitamente ambientale molti dimenticano che i cambiamenti climatici sono in atto e gli effetti non sono semplicemente i prevedibili futuri innalzamenti dei mari ma soprattutto una serie incontrollata ed incalcolabile di effetti di tropicalizzazione del nostro clima con tempeste di vento, ondate di siccità, aumento delle temperatura media per lunghi periodi. Questi effetti li stiamo sperimentando sempre con maggiore frequenza.

Io ricordo in città almeno tre allerte meteo tra ottobre ed oggi con conseguenze disastrose per il nostro territorio. Qualcuno ricorderà che nell’ottobre del 1991 un fenomeno disastroso fece fuori tutti i pini della Litoranea tra la via del Mare e l’incrocio di Fogliano e che solo pochi mesi fa i filari dell’Appia hanno subito perdite ingentissime. In taluni casi come a Terracina una vera e propria ecatombe.

I pini purtroppo sono stati tagliati perché malati, insicuri e soggetti a fenomeni atmosferici e climatici che ricorrono con frequenze sempre maggiori e saranno rimpiazzati con altri alberi per dare un nuovo skyline che presenti anche nuove peculiarità civili, economiche e culturali. Latina non deve essere considerata statica, ferma ed immobile ma in continuo divenire.

Una città che è poco incline al cambiamento, al lento progredire del tempo per cui improvvisamente nel giro di poco viene richiesto all’Amministrazione Comunale di tagliare degli alberi pericolanti ed insicuri,  di asfaltare tutte le strade, di rifare completamente tutti i marciapiedi distrutti dalle radici delle piante e dai frequenti scavi dei sottoservizi, di riparare le fontane dimenticate della Città delle Acque pensata dal Prof. Cervellati, aprire il Mercato Annonario chiuso dal 2011, acquistare la Banca d’Italia “perché non deve andare ai privati” e solo per rimanere nel Centro Storico preservare l’asfalto dalla scellerata previsione di una zona pedonale così poco estesa che si scatena la “perdita d’identità” della città.

I pini verranno rimpiazzati con altre specie che potranno evitare spiacevoli “isole di calore” dando un diverso utilizzo a quelle aiuole diventate negli anni delle vasche d’acqua putrida che ha portato alla morte delle radici dei pini. Il “fate qualcosa” che ho sentito già dopo la caduta dei primi pini si è concretizzato in un taglio che gli Uffici hanno determinato dopo aver verificato tutte le diverse possibilità.

Mi sento di difendere chi ha dovuto fare questa scelta e lo faccio perché chi si è occupato del Verde, ed in generale delle politiche ambientali negli uffici e nei partiti, in questa città è sempre stato ai margini di tutte le discussioni partitiche e delle scelte urbanistiche.

Un aneddoto che ormai è storia della Città e che andrebbe ricordato: quando venne realizzato il Parco San Marco, (con delibera n. 1002 del 23.06.1992 i “lavori di costruzione della viabilità e delle aree attrezzate per la formazione di un parco in zona R3) l’area venne consegnata al Comune, al fine di provvedere alla loro utilizzazione e manutenzione, completamente priva di impianti elettrici, vasca senza ringhiera rivestimenti pompe ed illuminazzione, aree non pavimentate, chiosco e soprattutto senza terreno vegetale (3000 mq), essenze arboree ed arbustive, prati, panchine e fontane.

Falsità come quella che “in tempi forestazione urbana…a Latina gli alberi li tagliamo e basta” non hanno diritto di menzione. Coloro che lo fanno mentono sapendo di mentire dimenticando che Latina con UPPER ed altre piantumazioni sono stati previsti interventi, in parte già realizzati, che vanno nel senso opposto.

Le politiche di decoro urbano e delle Green Cities si possono realizzare con l’aiuto di tutti e si possono realizzare solo pensando insieme una pianificazione del verde e dell’ambiente urbano. Per esempio, per viale Mazzini, che si potrebbe ripensare completamente copiando il disegno di viale Italia, smettiamola di dire che non ci sono le idee, piuttosto bisogno avere la forza di portare avanti le scelte. Le idee si portano avanti in contesti collaborativi e partecipativi come quello della Casa della Città (Urban Center). L’Ordine degli Architetti come tutta la Rete delle Professioni Tecniche può e deve essere il motore del nascente Urban Center (Casa della Città) ma al momento gli Ordini non hanno sentito la necessità di partecipare in maniera istituzionale alla nascita dell’Associazione e al suo sviluppo. Ci auguriamo che si possa rimediare a questa mancanza di condivisione.

Sicuramente ciò migliorerà il rapporto che auspichiamo possa far uscire la città da una visione miope, per parti e succube dell’architetto, dell’artista, o dello scrittore di turno che sono liberi di dare degli incapaci alla Giunta ma che dovrebbe essere in grado di accettare un briciolo di confronto su una visione della città che potrebbe non essere molto distante dalla sua.

Dire che tagliando gli alberi si è indifferenti all’anima della città e che un pezzo di città sia stravolto dovrebbe far riflettere il Presidente dell’Ordine degli Architetti che è al corrente dell’esistenza di uno studio di inserimento dell’attuale ZTL e della sua pavimentazione all’interno di un’area più larga che comprende proprio gli assi storici della città e tutti gli interventi che si stanno portando avanti. Del resto quando era Assessore all’Urbanistica furono dati importanti incarichi per effettuare giustamente il Piano di Recupero del Centro Storico incaricando, nel 2006; 11 professionisti divisi su più settori e che le cronache e gli atti dimostrano non aver collaborato in un’ottica di confronto e di unitarietà dell’intervento di recupero. Ci avrebbe poi pensato Wilmotte a ricucire la “ZTL con il buco intorno” ed il Sindaco a restituire i fondi a CDP destinati a realizzare il mercato annonario appena finito di riprogettare.

Le idee oggi vengono anche dai cittadini, dai professionisti e da chi vuole partecipare alla vita pubblica perché solo così si supera la “delega in bianco” data ad un team di soggetti che determina le scelte politiche, urbanistiche o del paesaggio. Per questo ho voluto che venisse concesso alla Sezione di Latina di Italia Nostra il Patrocinio del Comune di Latina per il Concorso di Idee “Giovani Ingegni di Verde e di Arte” che ha come scopo quello di premiare idee e progetti per il miglioramento del decoro urbano. Ci auguriamo di vedere proprio dai nostri giovani idee nuove contro il degrado urbano.

Emilio Ranieri

Assessore a Decoro, Patrimoni, Manutenzioni e Lavori Pubblici

Intanto oggi il caso approda in commissione Ambiente.

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CRONACA

Traffico di droga e falso, in carcere cinque poliziotti in servizio al commissariato di Anzio-Nettuno

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Cinque poliziotti in servizio presso il Commissariato di Anzio-Nettuno sono stati sottoposti a custodia cautelare disposta dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.  Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso nella cessione di droga e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.

Le indagini sono state condotte dalla Dda della Procura di Roma e delegate alla Sezione investigativa dello Sco (Sisco), con il supporto della Squadra mobile capitolina. Gli accertamenti hanno ricostruito presunte attività illecite che si sarebbero verificate tra il 2024 e il 2025, coinvolgendo pubblici ufficiali che, attraverso condotte attive e omissive e anche mediante una gestione ritenuta illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in diversi episodi legati alla cessione di sostanze stupefacenti.

I fatti sono emersi mentre erano in corso indagini su un sodalizio dedito al traffico di droga attivo tra Anzio e Nettuno, composto da cittadini italiani e albanesi, portando ala luce l’attività di  alcuni operatori di polizia che, in accordo con esponenti del gruppo criminale, avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza che fossero presenti gli adeguati presupposti previsti dalla legge. Gli stessi operatori avrebbero inoltre omesso il successivo sequestro di un’intera partita di 50 chili di cocaina.

Nel corso di quella operazione, dopo un inseguimento terminato con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, è morto un cittadino albanese che, secondo la ricostruzione investigativa, era addetto al trasporto dell’ingente quantitativo di cocaina. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di acquisire elementi probatori sull’appropriazione di somme di denaro sottratte a persone arrestate per spaccio di stupefacenti.

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Sonnino, bruciano in un campo materassi, cuscini e coperte: scatta la denuncia

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SONNINO – Hanno dato fuoco a una quantità di materassi, cuscini, lenzuola e coperte, in Via SP 73 Capocroce – Via delle Vigne a Sonnino. I materiali incendiati erano su terreno in uso a una ditta individuale. Denunciato per combustione illecita di rifiuti e  getto pericoloso di cose a causa delle emissioni in atmosfera sprigionate dalla combustione dei suddetti rifiuti, il titolare dell’area.

“La combustione illecita di rifiuti rappresenta una notevole fonte di inquinamento aereo in quanto vengono liberate in atmosfera numerose sostanze tossiche che invece all’interno degli inceneritori vengono bloccate da appositi filtri: le sostanze si disperdono nell’aria (oltre che nel suolo) e possono venire respirate inconsapevolmente da persone (o anche animali) che si trovano nelle vicinanze oppure dove le correnti d’aria le trasportano”, spiegano i carabinieri forestali.

 

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Aprilia, sequestro di prevenzione da 53 milioni di euro a un imprenditore

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Un patrimonio del valore complessivo di circa 53 milioni di euro è stato sottoposto a sequestro dalla Guardia di Finanza di Latina nell’ambito di una misura di prevenzione nei confronti di un imprenditore di Aprilia, ritenuto dal Tribunale di Roma socialmente pericoloso sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata Misure di Prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Latina, ed è stato eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Latina. La misura ha interessato beni e disponibilità finanziarie riconducibili, direttamente o indirettamente, all’imprenditore.

Le indagini, condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Aprilia con la collaborazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno ricostruito secondo l’accusa un patrimonio ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Al centro degli accertamenti ci sarebbero attività economiche legate al settore dell’autotrasporto e della logistica e presunte violazioni fiscali, previdenziali e relative alla somministrazione illecita di manodopera.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo imprenditoriale avrebbe utilizzato cooperative create appositamente per operare nel settore del facchinaggio e acquisire una consistente quota di mercato con importanti spedizionieri nazionali. Le cooperative, sempre secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero beneficiato indebitamente di agevolazioni fiscali e di crediti d’imposta derivanti da contratti di appalto ritenuti fittizi.

Tra gli ulteriori elementi alla base degli accertamenti figurano contestazioni relative al mancato versamento di IVA e ritenute per decine di milioni di euro e all’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta ritenuti inesistenti per oltre 10 milioni di euro, collegati a investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica e innovazione tecnologica 4.0 che, secondo gli investigatori, non sarebbero mai stati realizzati.

Il sequestro riguarda immobili e uffici di pregio ad Aprilia, autocarri, il patrimonio aziendale e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 53 milioni di euro.

Il Tribunale ha inoltre nominato un amministratore giudiziario per la gestione dei beni e delle società interessate dal provvedimento. L’obiettivo della misura è sottrarre temporaneamente il patrimonio alla disponibilità del destinatario, preservandone il valore e, dove possibile, garantendo la continuità delle attività economiche e la tutela dei lavoratori.

La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione rientri nelle attività di contrasto patrimoniale ai fenomeni di illegalità economica e alla presunta accumulazione illecita di ricchezze.

Va ricordato che il provvedimento si colloca nella fase cautelare: le contestazioni e la valutazione di pericolosità poste alla base della misura dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto del principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

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