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Simeone torna sul Pronto Soccorso di Latina: “Condizione di assoluta precarietà del paziente”

Il giorno dopo la sua visita, il presidente della commissione sanità chiarisce il senso di "parcheggiati"

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LATINA – “Spiace constatare che il termine ‘parcheggiati’ da me utilizzato in riferimento ai malati Covid rimasti in attesa di ricovero presso l’ospedale S.M. Goretti di Latina, sia oggetto di una strumentalizzazione da parte di chi vorrebbe dare un’interpretazione distorta delle mie affermazioni. Ritengo di conseguenza opportuno fare una precisazione”. Lo dichiara in una nota il presidente della commissione regionale sanità Giuseppe Simeone dopo la visita di venerdì in ospedale.

“I pazienti collocati presso l’Osservazione breve  intensiva  – specifica – possono certamente beneficiare del ‘confort’ di un’area di degenza, ma ciò non vale per i malati che rimangono nell’astanterìa posizionata dietro la sala d’aspetto del Pronto Soccorso, e dove di fatto vengono privati della dignità di una persona. Stiamo parlando di una ‘camera’, per non dire di un vero e proprio ‘recinto’ dove sostanzialmente la dignità viene azzerata. E’ un luogo che può andar bene per una breve sosta (minuti o al massimo ore) in attesa di decisioni sul ricovero di una persona, ma nel quale non è dignitoso rimanere per giornate intere.

Del resto dalla stessa Asl di Latina ci è stato inoltrato un report proprio sul tempo trascorso dai malati in attesa di ricovero. Diverse persone sono rimaste ad aspettare il ricovero nel reparto Covid per 2, 3, 4 fino anche per 5 giorni. Quindi i termini che ho pronunciato ieri davanti ai dirigenti e al manager dell’Asl, ovvero parcheggiati, ricoverati, appoggiati, è per definire la condizione di assoluta precarietà del paziente. Possiamo quindi anche non utilizzare la parola ‘parcheggiati’ ma la sostanza dei fatti non cambia”.

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