sabaudia

Inchiesta No Pain, l’assessore D’Amato: “Inaudito, licenzieremo il medico che ha prescritto quei farmaci ai braccianti”

Il professionista è stato arrestato dai carabinieri del Nas di Latina. Coinvolti anche una farmacista e un avvocato

LATINA – “Quanto è accaduto ai braccianti di Sabaudia è inaudito. Servirsi del Servizio Sanitario per prescrivere farmaci non necessari che, se usati in maniera non controllata e conforme posso essere dannosi, è gravissimo. La Regione Lazio per la parte di propria competenza prenderà provvedimenti, il medico di medicina generale ha violato il giuramento di Ippocrate e si aprirà la procedura di licenziamento e deferimento all’Ordine dei medici per la suprema sanzione. Cittadini e lavoratori devono poter avere piena fiducia nel Servizio Sanitario”. Lo scrive in una nota l’assessore alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato dopo l’inchiesta No Pain svolta dal Nas di Latina e coordinata dalla Procura della Repubblica.

Il medico di medicina generale arrestato, Sandro Cuccurullo, in servizio a Sabaudia in mille casi ha prescritto ai braccianti agricoli (circa 200 erano suoi assistiti), l’ossicodone, un potente analgesico (antidolorifico) appartenente al gruppo degli oppioidi, e lo ha fatto a fini non terapeutici con possibili effetti gravi sulla salute dei braccianti e in danno del servizio sanitario pubblico al quale queli farmaci sono costati 24mila euro. Il professionista è anche accusato di aver prescritto 3727 ricette con codice di esenzione fasullo causando un ulteriore danno al SSR di 146mila euro.

L’indagine dei carabinieri del Nas guidati dal capitano Felice Egidio era scattata dopo alcuni controlli a campione sull’uso di farmaci stupefacenti in provincia di Latina e aveva portato subito gli investigatori a notare l’elevato consumo in alcune aree del territorio.

Su quanto accaduto anche l’analisi del sociologo Marco Omizzolo: “Il fenomeno del doping per affrontare il lavoro in agricoltura si è drammaticamente evoluto: dai bulbi di papavero ai farmaci, all’eroina. Se le accuse si confermeranno in sede penale , noi, come Tempi Moderni, ci costituiremo parte civile nel processo. Voglio ricordare che ci sono stati morti per l’assunzione di queste sostante e di eroina per sopportare la fatica. Il ruolo dei professionisti è da condannare sotto ogni profilo”.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto