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CRONACA

Latina, addio al prof. Modesto D’Aprile: storico primario oncologo del Goretti

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modesto d'aprile

Si è spento sabato 4 aprile, presso il Policlinico Campus Bio-Medico di Roma, il professor Modesto D’Aprile, figura di riferimento della sanità pontina e storico primario oncologo dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Aveva una lunga carriera alle spalle ed era profondamente stimato dalla comunità locale. Lascia quattro figli e otto nipoti.

Specialista di grande esperienza, D’Aprile ha guidato per oltre vent’anni l’Unità Operativa Complessa di Oncologia del Goretti, ricoprendo successivamente anche il ruolo di direttore del Dipartimento di Oncologia della Asl. Laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti, si era formato tra l’Università di Bari e l’Istituto Tumori di Napoli, conseguendo le specializzazioni in Oncologia, Ematologia e Malattie Infettive.

Determinante il suo contributo allo sviluppo del polo oncologico pontino, con particolare attenzione all’organizzazione dei servizi e al potenziamento dell’assistenza domiciliare, diventando negli anni un punto di riferimento per pazienti e operatori sanitari. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e relatore in congressi nazionali e internazionali, ha partecipato attivamente alla diffusione della conoscenza in ambito oncologico. Ha inoltre collaborato con il Policlinico Campus Bio-Medico di Roma, contribuendo ai processi di qualità, sicurezza e accreditamento sanitario, fino al riconoscimento della struttura come Academic Medical Center da parte della Joint Commission International.

Nel corso della sua carriera è stato vicepresidente del Comitato Etico del Campus, consigliere nazionale dell’AIOM e del CIPOMO, partecipando anche a progetti di ricerca oncologica e alla stesura del “Libro bianco dell’Oncologia”. Accanto al profilo professionale, resta il ricordo di una persona profondamente umana, animata da una forte etica e da un’autentica dedizione verso i pazienti, vissuta come una vera missione.

I funerali si terranno giovedì 9 aprile alle ore 10.30 presso la Chiesa del Sacro Cuore, in piazza Paolo VI a Latina.

CRONACA

Al controllo presenta una carta d’identità contraffatta, scatta la denuncia

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polizia fondi

A Gaeta, denunciato dalla Polizia, un uomo di 47 anni, residente a Napoli, trovato in possesso di una carta d’identità elettronica manomessa. Ieri pomeriggio l’uomo fermato durante i controlli e gravato da numerosi precedenti penali contro il patrimonio ha esibito una carta d’identità elettronica risultata priva del microchip, elemento essenziale per le funzioni identificative e di autenticazione digitale del documento. Sul retro della carta evidenti segni compatibili con una manomissione volontaria del supporto che poi è risultata senza microchip.  Per l’uomo oltre alla denuncia è stato altresì proposto per l’applicazione della misura di prevenzione del divieto di ritorno nel comune di Gaeta per la durata di tre anni.

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CRONACA

Arriva la prima multa al Nicolosi dopo l’ordinanza anti degrado

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E’ arrivata la  prima sanzione dopo l’istituzione  della nuova ordinanza sindacale per il contrasto al degrado ed all’abuso di alcool nel quartiere Nicolosi.  La pattuglia del nucleo di polizia locale ha multato un esercizio commerciale che nonostante il divieto restava aperto continuando ad effettuare la vendita di prodotti alcolici.  A carico dell’esercente è stata comminata una sanzione di 500€ ed ordinata l’immediata chiusura. Gli atti saranno trasmessi al servizio SUAP per le determinazioni di competenza.

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CRONACA

Aprilia, faida per il controllo dello spaccio: quattro fermi e arsenale da guerra sequestrato

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Nuovo duro colpo alla criminalità organizzata ad Aprilia. Nella mattinata del 22 maggio la Direzione Investigativa Antimafia, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha eseguito il fermo di quattro persone ritenute affiliate a un’organizzazione criminale di stampo mafioso storicamente attiva sul territorio apriliano e nei comuni limitrofi. L’operazione è stata condotta dalla Dia con il supporto dei carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia e del Comando Provinciale di Roma. Gli indagati sono accusati, in concorso tra loro, di detenzione e porto illegale di armi da guerra, armi clandestine ed esplosivi, oltre che di ricettazione, con l’aggravante del metodo mafioso.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo criminale sarebbe stato coinvolto in una violenta escalation legata al controllo delle piazze di spaccio di Aprilia, maturata all’interno di una faida con una consorteria rivale. Gli investigatori parlano di minacce, intimidazioni e della pianificazione di veri e propri agguati armati. Gli indagati più pericolosi dell’organizzazione, secondo gli accertamenti, si sarebbero mossi tra Italia e Spagna, dove avevano creato una base operativa. Una volta rientrati nel Lazio, si sarebbero stabiliti in un comune vicino ad Aprilia per organizzare una violenta ritorsione contro il gruppo rivale.

Le indagini hanno consentito di ricostruire un piano dettagliato per compiere un “eclatante agguato”, che prevedeva anche l’utilizzo di armi da guerra con ottiche di precisione per colpire i rivali a distanza. L’azione sarebbe stata sventata grazie all’intervento dei carabinieri di Aprilia. Già il 16 maggio 2025 i militari, coordinati dalla Dia di Roma e dalla Direzione Distrettuale Antimafia, avevano eseguito una perquisizione in un’abitazione di Aprilia utilizzata come deposito logistico, rinvenendo un vero e proprio arsenale da guerra.

All’interno dell’immobile erano stati sequestrati una mitragliatrice da guerra, un Kalashnikov, cinque fucili mitragliatori, una pistola mitragliatrice, sei carabine, due fucili Fal, un fucile a pompa, un fucile di precisione, 22 pistole e revolver, tre bombe a mano, silenziatori, mirini laser, circa 2.800 munizioni, giubbotti antiproiettile, uniformi contraffatte con scritte “Polizia” e “Carabinieri”, oltre a banconote false e sostanze stupefacenti. Durante quel blitz era stato arrestato un 46enne di origini spagnole trovato a guardia dell’immobile. Successivamente alcuni indagati sarebbero tornati in Spagna, dove uno di loro è stato arrestato dalla polizia locale con oltre 100 chili di hashish.

Gli investigatori evidenziano come l’operazione si inserisca nel clima di forte tensione criminale che aveva interessato Aprilia già nella primavera del 2025, caratterizzata da esplosioni di colpi d’arma da fuoco e regolamenti di conti tra gruppi rivali. Determinante per il fermo disposto dalla Procura Distrettuale Antimafia sarebbe stato anche il concreto pericolo di fuga del presunto capo del sodalizio verso un Paese extra europeo. L’uomo, secondo quanto ricostruito, era rientrato a Roma dalla Spagna per procurarsi documenti falsi necessari all’espatrio definitivo.

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