CRONACA
Nove tecnici in Provincia di Latina, una task force per il Pnrr
LATINA – Sono operativi da alcune settimane presso gli uffici della Provincia di Latina nove tecnici assegnati all’ente nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ‘Next Generation Italia’. Si tratta di una Task force digitalizzazione, monitoraggio e performance composta da sette tecnici che sono stati assegnati al Settore ecologia, uno al Settore Viabilità e un altro al Centro elaborazione dati.
Sono incaricati – si legge in una nota – di supportare l’amministrazione nella gestione delle procedure complesse quali ad esempio la VIA e altre valutazioni ambientali, infrastrutture, urbanistica, edilizia, paesaggio e a ogni altra attività utile alla velocizzazione degli iter procedurali; supporto al recupero dell’arretrato; assistenza tecnica ai soggetti proponenti per la presentazione dei progetti, la cui migliore qualità consentirà di accelerare i tempi di esame; supporto alle attività di misurazione dei tempi effettivi di conclusione delle procedure.
“Grazie a questo fondamentale strumento che è il Piano Territoriale di Assistenza Tecnica – commenta il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli – siamo stati capaci di intercettare risorse umane necessarie a smaltire procedimenti arretrati soprattutto nel settore Ambiente fornendo quindi una risposta più celere a tutti i cittadini che spesso, proprio per le vistose carenze dell’organico dell’ente, sono costretti ad aspettare tempi più lunghi del dovuto. Dobbiamo continuare su questa strada e sfruttare a pieno le possibilità che il Pnrr ci offre”.
Nell’ambito del Piano Territoriale di Assistenza Tecnica -sono state assegnati 16 tecnici all’area Nord del Lazio, 16 all’Area Centro e 16 all’area sud Lazio (Latina- Frosinone) e 28 alla Regione Lazio.
La Provincia fa anche da ente capofila per quei Comuni che possono richiedere direttamente l’applicazione di questi tecnici.
CRONACA
Lavoratori esposti al caldo, il Lazio proroga il divieto di lavoro dalle 12,30 alle 16
E’ stata prorogata l’ordinanza regionale che vieta il lavoro in alcune fasce orarie nelle giornate di caldo estremo per proteggere la salute di lavoratrici e lavoratori. Il provvedimento, in vigore da giugno prevedeva il termine del 15 settembre mentre resterà in vigore fino al prossimo 30 settembre. L’ordinanza prevede il divieto, su tutto il territorio regionale, di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata alla luce solare nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.
Le disposizioni interessano diversi comparti particolarmente esposti al rischio caldo. Tra questi figurano l’agricoltura e il florovivaismo, compresi gli interventi di manutenzione del verde, oltre al settore edile, con riferimento anche ai cantieri stradali, allo sfalcio dell’erba e alle attività di controllo e verifica sui ponti. Lo stop riguarda inoltre le attività estrattive, come quelle svolte nelle cave, la logistica di piazzale e la consegna delle merci in ambito urbano. Quest’ultima categoria comprende anche le consegne effettuate utilizzando biciclette o veicoli a motore a due ruote.
CRONACA
Sabaudia, via libera agli interventi per il controllo dei cinghiali nelle aree urbane
Il Parco Nazionale del Circeo ha autorizzato il Parco Regionale dei Monti Aurunci a intervenire con proprio personale tecnico per il controllo e la cattura dei cinghiali presenti nelle aree urbane di Sabaudia.
Il provvedimento arriva dopo le attività di coordinamento avviate nelle scorse settimane tra il Comune di Sabaudia, la Regione Lazio, il Parco Nazionale del Circeo, il Parco dei Monti Aurunci e gli altri enti coinvolti nella gestione della presenza degli animali sul territorio.
Con l’autorizzazione, il Parco dei Monti Aurunci potrà mettere a disposizione personale, mezzi e attrezzature, oltre alle proprie competenze tecniche, per effettuare gli interventi necessari.
Si entra quindi nella fase operativa, con l’obiettivo di verificare e gestire la presenza dei cinghiali nelle zone urbanizzate di Sabaudia. Gli interventi saranno effettuati secondo le modalità previste dalle autorità competenti.
La decisione rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato dagli enti per affrontare il problema della presenza dei cinghiali nelle aree frequentate dalla popolazione e garantire una gestione più efficace del fenomeno.
CRONACA
Incendio a Norma, completata la bonifica, il sindaco: “Termina un incubo, ripartiamo da chi ha a cuore questo paese”
NORMA – E’ un paesaggio desolante quello offerto da Norma dopo l’incendio dell’altra notte che ha impegnato vigili del fuoco, protezione civile e mezzi aerei che hanno poi lavorato per 40 ore circa ininterrottamete. Oggi si sono concluse le operazioni di bonifica.
“Possiamo finalmente dire che termina un incubo che ci ha tenuti impegnati per tre giorni e che, purtroppo, lascia un danno enorme al nostro patrimonio boschivo – commenta in un lungo post il sindaco Andrea dell’Omo che ha seguito anche di notte da vicino le operazioni – . È un incendio che si aggiunge a quelli che, nelle scorse settimane e anche in questi giorni, hanno interessato diversi comuni del nostro territorio e che ci obbliga ancora una volta a confrontarci con quanto sia fragile il patrimonio ambientale che abbiamo il dovere di proteggere”.
Dell’Omo si sofferma anche sulle possibili cause: “Un’autocombustione non può spiegare un incendio che si sviluppa in piena notte, in un’area archeologica chiusa ai mezzi e in un punto non raggiungibile se non a piedi. Sono elementi sui quali è giusto riflettere. Chi ha le competenze sta facendo le proprie valutazioni e le proprie verifiche e sarà il lavoro degli organi preposti a stabilire cosa sia accaduto. Noi dobbiamo avere fiducia in questo lavoro e lasciare che siano i fatti, e non le supposizioni, a parlare. Ma quello che rimane di questi tre giorni non è soltanto l’odore del fumo sulla nostra pelle, che purtroppo non andrà via velocemente. Rimangono soprattutto le persone. Rimangono i vigili del fuoco e quei volontari che hanno trascorso ore sul fronte dell’incendio, rimangono le tante persone che in modi diversi hanno dato il proprio contributo, anche semplicemente condividendo una bottiglietta d’acqua. Rimangono i colleghi sindaci che ci hanno chiamato per sapere come stavamo e se avevamo bisogno di qualcosa, tutte le persone impegnate nella valorizzazione del Parco Archeologico che da subito hanno dato la loro disponibilità per un ritorno alla normalità. E credo che sia proprio questo l’aspetto più importante da cui ripartire.
Il nostro compito – conclude – è proteggere Norma, il suo patrimonio ambientale, il suo bosco, la sua storia. E per farlo dobbiamo continuare a lavorare, insieme a tutte quelle persone che in questi giorni hanno dimostrato, con i fatti e non con le parole, di avere davvero a cuore questo paese. Ripartiamo da loro. Ripartiamo dalle persone”.
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