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Ex carcere di Santo Stefano: al via la selezione del curatore del Museo

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VENTOTENE –  Sarà pubblicata entro fine novembre la procedura di selezione del curatore del Museo di Santo Stefano. Il bando, gestito dal soggetto attuatore Invitalia, prevede un incarico di due anni con una possibile estensione di un ulteriore anno e si propone di selezionare una figura accademica la cui attività di studio e ricerca sia coerente con la storia dell’ex carcere borbonico e del contesto, storico, geografico e antropologico, in cui questa si è sviluppata.
“La selezione del responsabile curatoriale è un ulteriore passo, dopo l’apertura a settembre ‘25 della mostra ‘Le sfide di Santo Stefano’ negli spazi già messi in sicurezza del Panopticon, verso la definitiva trasformazione dell’ex carcere in un polo culturale multifunzionale. Nella nostra visione, il curatore ha un ruolo centrale perché si relazionerà con Invitalia e con il raggruppamento dei professionisti che si sono aggiudicati il concorso internazionale di progettazione bandito nel 2021 affinché il progetto finale di riconversione della struttura dell’ex carcere in Museo sia qualcosa di unico, capace di emozionare, attrattivo per un pubblico estremamente composito – ha così commentato il Commissario straordinario di governo per il recupero e la valorizzazione dell’ex carcere Giovanni Maria Macioce, che ha poi aggiunto – il Progetto di recupero dell’ex carcere procede spedito secondo il cronoprogramma di Invitalia: entro Natale anche l’avvio della messa in sicurezza della Falesia in località Marinella, terminata la quale si potrà procedere alla realizzazione dell’approdo, intervento che contribuirà in modo decisivo alla fruibilità del Museo e, in generale, dell’isola di Santo Stefano dichiarata monumento nazionale nel 2008.”
Per tutti gli interessati sarà possibile visionare il bando e scaricare la documentazione necessaria accedendo a ingate.invitalia.it nella sezione bandi e avvisi.

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Ater Latina, piano da oltre 4 milioni per recuperare più di 100 alloggi popolari

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ater latina

Più di cento case popolari oggi inutilizzate torneranno disponibili per le famiglie. È il risultato del nuovo piano avviato da Ater Latina, che accelera sul recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica in diversi comuni della provincia.

Si tratta di alloggi rimasti chiusi per anni, oggi fuori uso, che saranno riqualificati e rimessi nel circuito delle assegnazioni. L’intervento, dal valore complessivo superiore ai 4 milioni di euro, punta a restituire funzionalità a oltre 100 abitazioni e a rispondere in modo più concreto alla crescente domanda abitativa sul territorio. L’avvio dei cantieri è previsto per il prossimo mese di maggio.

Il programma non riguarda solo le singole unità abitative, ma prevede anche interventi sulle parti comuni degli edifici, con particolare attenzione alla sicurezza e all’adeguamento alle normative antincendio. L’obiettivo è migliorare la qualità complessiva degli immobili e garantire condizioni abitative più sicure e dignitose.

Nel quadro di questa strategia, Ater Latina punta a ridurre progressivamente il numero di alloggi non utilizzati, oggi superiore a 200, fino ad azzerarlo nel tempo, ampliando così l’offerta abitativa pubblica e rispondendo alle esigenze delle famiglie in graduatoria.

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Scippi alla stazione di Latina Scalo, la sindaca Celentano scrive al Ministro Piantedosi, Valletta al Sottosegretario Molteni

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LATINA  – Dopo gli ultimi episodi di cronaca, la sindaca di Latina, Matilde Celentano, ha inviato una lettera al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per richiamare l’attenzione sulla crescente emergenza sicurezza nell’area di Latina Scalo, in particolare nei pressi della stazione ferroviaria.

“Negli ultimi giorni – ha dichiarato la prima cittadina – si è registrata una preoccupante escalation di episodi criminosi, tra cui rapine e scippi ai danni di pendolari, studenti universitari e, in alcuni casi, anche minorenni. Si tratta di fatti che si inseriscono in un contesto già critico, segnato da eventi analoghi nei mesi scorsi e ha ricordato l’impegno  per l’istituzione di un presidio della Polizia Ferroviaria presso la stazione di Latina Scalo, preso dal Ministro in occasione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica del 13 giugno 2025, relativo all’.

“Alla luce del peggioramento del contesto – ha proseguito Celentano – ho ritenuto necessario scrivere al Ministro per avere un aggiornamento su quell’impegno, che l’amministrazione che rappresento aveva accolto con grande apprezzamento, confidando in un suo autorevole intervento per garantire e ripristinare adeguati livelli di sicurezza. La sicurezza dei cittadini e dei pendolari deve essere una priorità assoluta”.

Anche il consigliere comunale e capogruppo della Lega, Vincenzo Valletta in una nota ha sottolineato l’ ” escalation che sta alimentando un diffuso senso di insicurezza tra cittadini e pendolari” ipotizzando “la presenza di gruppi organizzati che agiscono con continuità lungo la tratta ferroviaria” e definendo il posto fisso della Polizia Ferroviaria all’interno della stazione come “una misura concreta e indispensabile per prevenire e contrastare fenomeni criminali sempre più frequenti.”

“Ho già avviato interlocuzioni con il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Nicola Molteni — spiega Valletta — al fine di attivare tempestivamente la filiera istituzionale necessaria affinché questa richiesta possa tradursi in azioni rapide ed efficaci. È fondamentale che lo Stato dimostri una presenza chiara e autorevole sul territorio.”

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Fosse Ardeatine, Rocca ai giovani: “Credere nella forza della democrazia”

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Oggi a Roma l’omaggio alle Fosse Ardeatine nell’82° dell’eccidio nazista. Con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le alte cariche dello Stato era presente il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca che ricorda il 24 marzo 1944 come “una delle pagine più dolorose della nostra storia che ha coinvolto persone di ogni età, professione, fede e condizione sociale”, rinnovando “nel nome dei martiri, l’impegno a costruire un’Italia fondata sul rispetto, sulla giustizia e sulla libertà”. Poi, rivolgendosi alle ragazze e ai ragazzi sottolinea: “La memoria non vi chiede di portare il peso del passato, ma di custodirne il significato. Vi chiede di essere cittadini consapevoli, capaci di riconoscere i segnali del disprezzo, della violenza, della negazione dell’altro. Vi chiede di credere nella forza della democrazia, nella pluralità delle idee, nel valore della libertà come bene comune”.

 

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