CRONACA
A Latina raffica di truffe, l’ultima da 40mila euro a un 85enne. Allarme della Questura
LATINA – Si fingono poliziotti e riescono a truffare un uomo di 85 anni di Latina, nello stesso modo in cui pochi giorni fa a Fondi sono state truffate mamma e figlia conviventi. Al telefono è stata lanciata più o meno la stessa esca: la loro auto era stata usata per compiere reati e bisognava pagare per evitare l’arresto. Nel caso dell’uomo di Latina, ha versato 40 mila euro. Preso dallo spavento ha trasferito la somma sul conto che gli veniva indicato al telefono dal finto operatore delle Forze dell’Ordine. Ma purtroppo non si è trattato di casi isolati.
“La Polizia di Latina sta registrando una massiccia campagna di truffe telefoniche, nota come spoofing, in cui i malviventi utilizzano software e/o applicazioni sofisticate per far apparire sui display delle vittime i numeri delle Forze dell’Ordine (come 112 ovvero i numeri diretti della Questura 07736591 e dei Commissariati di P.S. – spiegano dalla Questura – Il modus operandi dei truffatori è il seguente: come detto riescono a clonare il numero del chiamante, facendo credere alla malcapitata vittima di ricevere una chiamata autentica da parte della Polizia di Stato o dei Carabinieri. Una volta carpita la fiducia della potenziale vittima, il falso agente segnala finti accessi abusivi al conto corrente o prelievi non autorizzati, spingendo la vittima a compiere “operazioni di sicurezza” che in realtà trasferiscono denaro ai truffatori. Numerose segnalazioni sono giunte in Questura, con casi in cui i truffatori hanno usato numeri di utenze fisse di uffici di polizia”.
C’è poi una seconda truffa che sta riemergendo, la c.d. truffa del Voto alla Ballerina, dove viene chiesto di esprimere il voto per un concorso mediante WhatsApp. “In tale caso i malviventi rubano account e dati personali dell’utente, per poi formulare richieste di denaro ai contatti della rubrica”.
I CONSIGLI – Per difendersi, la Questura consiglia di: “Non fornire mai dati personali e/o finanziari. La Polizia di Stato e le altre Forze dell’Ordine non chiedono mai informazioni bancarie, PIN o credenziali via telefono; riagganciare e verificare. Nel caso di una chiamata sospetta, riagganciare e richiamare il 112 o il numero della Questura, componendo il numero manualmente e non usando il tasto “richiama”; diffidare dell’urgenza: i truffatori creano un senso di urgenza al fine di indurre la vittima ad agire senza pensare”.
Per tutte le circostanze sospette non esitare a contattare direttamente la Polizia di Stato oppure recarsi personalmente presso l’ufficio più vicino.
CRONACA
Roccagorga: Sorpresi a bruciare rifiuti nel terreno vicino casa, finiscono in manette in tre
A Roccagorga i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, tre uomini rispettivamente di 59, 35 e 32 anni, tutti già noti alle forze di polizia, sorpresi a bruciare rifiuti nel terreno attiguo alla loro abitazione. I Carabinieri, hanno notato una colonna di fumo nero provenire dall’abitazione del trentacinquenne. Giunti sul posto, i militari dell’Arma hanno riscontrato la presenza dei tre indagati, che con l’utilizzo di un escavatore avevano realizzato una buca di circa 4 metri cubi all’interno della quale stavano dando alle fiamme rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da materiale ferroso e plastico. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, in attesa della convalida d’arresto che si terrà nella giornata di domani con rito direttissimo.
CRONACA
A Latina in Viale Italia si ribalta una Jeep con due giovani
CRONACA
Denunciato per furto di gatti il Presidente di un’associazione animalista
Denunciato a Priverno il Presidente di un’Associazione animalista per furto di gatti. Nella denuncia presentata ai Carabinieri Forestali veniva spiegato che la gatta, di proprietà del cittadino che ha sporto denuncia era lasciata normalmente in libertà, ma che poi faceva sempre ritorno sempre. Il modus operandi dell’associazione era volto a prelevare diversi gatti che vivevano in libertà per poi prelevarli e rinchiuderli in alcuni rifugi in uso all’associazione. La legge quadro n. 281/1991 e la Legge Regionale 34/1997 tutela i gatti che vivono in libertà come patrimonio indisponibile dello Stato e vieta di spostarli dal loro habitat e ogni movimentazione va autorizzata e comunicata agli enti competenti. Dall’attività di accertamento svolta congiuntamente al Servizio Veterinario della ASL di Latina è emerso che i luoghi occupati dagli animali non risultano essere registrati come “rifugio per animali” come espressamente previsto dalla normativa di settore. Accertati i fatti ed espletata l’attività d’indagine i militari hanno proceduto a deferire a piede libero per furto di gatto di privato e per furto aggravato di gatti appartenenti al Comune di Priverno il Presidente dell’Associazione animalista.
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