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CRONACA

L’assessore regionale D’Amato ascoltato dalla Procura di Latina nell’inchiesta sui concorsi Asl

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LATINA – L’assessore alla sanità del Lazio Alessio D’Amato è stato ascoltato oggi in Procura a Latina come persona informata sui fatti nell’inchiesta sui concorsi inquinati alla Asl, inchiesta nell’ambito della quale sono state arrestate due persone, il dirigente e il funzionario della Uoc Reclutamento, Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito accusati di rivelazione di segreti d’ufficio  per aver rivelato ad alcune persone le domande d’esame. La presenza dell’assessore non è passata inosservata.

Un mese fa, prima degli arresti, proprio in accordo con la Direzione regionale Salute del Lazio, la neo direttrice generale della Asl di Latina Silvia Cavalli aveva revocato la più recente delle due procedure concorsuali, le cui prove, scritta e orale,  si erano svolte a dicembre e a febbraio, ritenendo la procedura viziata.

I magistrati di Via Ezio hanno riunito l’indagine svolta dalla Polizia di Stato nata intercettando su mandato della Dda di Roma proprio Rainone in merito all’assunzione di un membro del clan Di Silvio nella sicurezza dell’ospedale Goretti – concorso poi conclusosi con l’assunzione di 23 persone;  e un’ indagine della Guardia di Finanza nata a gennaio da alcuni esposti presentati da privati cittadini sul più recente concorso, poi revocato.

D’Amato si è trattenuto a lungo con i magistrati che mantengono stretto riserbo sul contenuto della sua testimonianza. Anche lui, avvicinato dal collega di Lazio Tv Egidio Fia, non ha voluto commentare ed è apparso infastidito. Nei giorni scorsi, con persone a lui vicine, D’Amato non aveva nascosto il grande disappunto per quanto accaduto a Latina e per le intercettazioni che coinvolgono anche esponenti politici locali.

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CRONACA

Roccagorga:  Sorpresi a bruciare rifiuti nel terreno vicino casa, finiscono in manette in tre  

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A Roccagorga i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, tre uomini rispettivamente di 59, 35 e 32 anni, tutti già noti alle forze di polizia, sorpresi a bruciare rifiuti nel terreno attiguo alla loro abitazione. I Carabinieri, hanno notato una colonna di fumo nero provenire dall’abitazione del trentacinquenne. Giunti sul posto, i militari dell’Arma hanno riscontrato la presenza dei tre indagati, che con l’utilizzo di un escavatore avevano realizzato una buca di circa 4 metri cubi all’interno della quale stavano dando alle fiamme rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da materiale ferroso e plastico. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, in attesa della convalida d’arresto che si terrà nella giornata di domani con rito direttissimo.

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CRONACA

A Latina in Viale Italia si ribalta una Jeep con due giovani

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Momenti di paura sabato sera nel pieno centro di Latina dove Jeep Avenger con a bordo due giovani di Latina, tra cui una minorenne, si è capovolta in viale Italia, in zona centrale.  Immediatamente è scattato l’allarme: sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e le ambulanze del 118. Fortunatamente, le due ragazze non hanno riportato gravi ferite.

Foto di Antonio Sapillare

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CRONACA

Denunciato per furto di gatti il Presidente di un’associazione animalista

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Denunciato a Priverno il Presidente di un’Associazione animalista per furto di gatti. Nella denuncia presentata ai Carabinieri Forestali veniva spiegato che la gatta, di proprietà del cittadino che ha sporto denuncia era lasciata normalmente in libertà, ma che poi faceva sempre ritorno sempre. Il modus operandi dell’associazione era volto a prelevare diversi gatti che vivevano in libertà per poi prelevarli e rinchiuderli in alcuni rifugi in uso all’associazione. La legge quadro n. 281/1991 e la Legge Regionale 34/1997 tutela i gatti che vivono in libertà come patrimonio indisponibile dello Stato e vieta di spostarli dal loro habitat e ogni movimentazione va autorizzata e comunicata agli enti competenti. Dall’attività di accertamento svolta congiuntamente al Servizio Veterinario della ASL di Latina è emerso che i luoghi occupati dagli animali non risultano essere registrati come “rifugio per animali” come espressamente previsto dalla normativa di settore. Accertati i fatti ed espletata l’attività d’indagine i militari hanno proceduto a deferire a piede libero per furto di gatto di privato e per furto aggravato di gatti appartenenti al Comune di Priverno il Presidente dell’Associazione animalista.

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