Il commento della sindaca di Latina Matilde Celentano, in seguito alla sentenza relativa alla morte di Satnam Singh: “E’ una data storica perché, finalmente, è stata fatta giustizia su un caso che ha sconvolto la città di Latina e tutto il Paese. Dopo due anni dalla tragica morte di Satnam Singh, è infatti arrivata la condanna per la terribile tragedia avvenuta nell’azienda in cui lavorava, causata dalla mancanza di soccorso. Contestualmente, è stata accolta la richiesta di risarcimento dal Comune di Latina costituitosi parte civile, da liquidazione in separata sede.
Un pronunciamento che restituisce giustizia, in quanto quello che è avvenuto ha lasciato una profonda ferita nel territorio e ha rischiato di danneggiare l’immagine dell’imprenditoria sana che lo caratterizza. Lo sfruttamento dei lavoratori in condizioni di estremo bisogno, come lo era Satnam Singh, è stata una vergogna e, da subito, abbiamo ritenuto che Latina non dovesse essere identificata come città del caporalato. È una sentenza che riafferma con forza un principio fondamentale: la dignità della persona e il rispetto dei diritti dei lavoratori non possono, in nessun caso, essere sacrificati o calpestati.
Fin dai primi momenti di questa drammatica vicenda, inoltre, l’amministrazione comunale si è occupata di Soni Soni, la giovane compagna di Satnam Singh, garantendole protezione, assistenza e un percorso concreto verso l’autonomia. Il primo incontro che ho personalmente avuto con lei, appena accaduta la tragedia, non lo dimenticherò mai. Lo strazio di una giovane donna sconvolta dal dolore per la grave perdita, resa ancora più tragica dalla crudeltà dei fatti, mi ha addolorata profondamente, così come ha addolorato tutta la comunità. Mi sono presa carico di ogni sua richiesta e il Comune l’ha accompagnata in questo difficile cammino, nella convinzione che la vicinanza delle istituzioni debba tradursi in azioni concrete e non soltanto in parole.
Oggi in Tribunale, ho avuto modo di rincontrare la madre di Satnam a cui ho rivolto parole di vicinanza e conforto, pur nella consapevolezza che il dolore per la perdita di un figlio non potrà mai essere lenito. Le sue lacrime, in aula, mi hanno profondamente turbata.
Il pronunciamento di oggi della Corte d’Assise, di condanna dell’imputato, non potrà restituire una vita spezzata né cancellare il dolore di chi ha perso una persona cara. Può però rafforzare la fiducia nello Stato e nelle istituzioni e rappresentare un monito affinché tragedie come questa non si ripetano mai più. Ringrazio l’avvocato del Comune di Latina Cinzia Mentullo che ha portato avanti l’istanza da me sollecitata ricordando, in ogni sede, che lo Statuto del Comune di Latina riconosce il valore del lavoro e del rispetto del lavoro.
La vicenda relativa alla morte di Satnam Singh non è finita qui. C’è, infatti, un altro procedimento che deve ancora concludersi relativo al caporalato dove, anche in quel caso, il Comune di Latina si è costituito parte civile. La nostra città continuerà a essere in prima linea nella difesa della legalità, della sicurezza sul lavoro, della dignità dei lavoratori e dei diritti di ogni persona, senza distinzione di provenienza o condizione”.