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CRONACA

Nuovo attentato a Latina: al Gionchetto bomba esplode fuori casa di un pentito

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LATINA – Un nuovo attentato esplosivo a scopo intimidatorio si è verificato nella notte a Latina dove una bomba è stata fatta esplodere nel quartiere Gionchetto, davanti all’abitazione in cui fino a poco tempo fa viveva Ivan Rapone, ex commerciante di 46 anni con precedenti legati al traffico di droga, che a fine maggio ha iniziato a collaborare con la giustizia. Sul posto sono intervenuti  carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118, che ha soccorso una donna colta da malore per il forte spavento. Danneggiato il cancello dell’abitazione e la facciata della casa dove vivono ancora i familiari dell’uomo. Danni anche ad un’auto parcheggiata nelle vicinanze.

I militari dell’Arma hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica e individuare i responsabili.

ATTUALITA'

Processo Satnam Singh, le dichiarazioni del sindaco di Latina Matilde Celentano dopo la sentenza

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Il commento della sindaca di Latina Matilde Celentano, in seguito alla sentenza relativa alla morte di Satnam Singh: “E’ una data storica perché, finalmente, è stata fatta giustizia su un caso che ha sconvolto la città di Latina e tutto il Paese. Dopo due anni dalla tragica morte di Satnam Singh, è infatti arrivata la condanna per la terribile tragedia avvenuta nell’azienda in cui lavorava, causata dalla mancanza di soccorso. Contestualmente, è stata accolta la richiesta di risarcimento dal Comune di Latina costituitosi parte civile, da liquidazione in separata sede.

Un pronunciamento che restituisce giustizia, in quanto quello che è avvenuto ha lasciato una profonda ferita nel territorio e ha rischiato di danneggiare l’immagine dell’imprenditoria sana che lo caratterizza. Lo sfruttamento dei lavoratori in condizioni di estremo bisogno, come lo era Satnam Singh, è stata una vergogna e, da subito, abbiamo ritenuto che Latina non dovesse essere identificata come città del caporalato. È una sentenza che riafferma con forza un principio fondamentale: la dignità della persona e il rispetto dei diritti dei lavoratori non possono, in nessun caso, essere sacrificati o calpestati.

Fin dai primi momenti di questa drammatica vicenda, inoltre, l’amministrazione comunale si è occupata di Soni Soni, la giovane compagna di Satnam Singh, garantendole protezione, assistenza e un percorso concreto verso l’autonomia. Il primo incontro che ho personalmente avuto con lei, appena accaduta la tragedia, non lo dimenticherò mai. Lo strazio di una giovane donna sconvolta dal dolore per la grave perdita, resa ancora più tragica dalla crudeltà dei fatti, mi ha addolorata profondamente, così come ha addolorato tutta la comunità. Mi sono presa carico di ogni sua richiesta e il Comune l’ha accompagnata in questo difficile cammino, nella convinzione che la vicinanza delle istituzioni debba tradursi in azioni concrete e non soltanto in parole.

Oggi in Tribunale, ho avuto modo di rincontrare la madre di Satnam a cui ho rivolto parole di vicinanza e conforto, pur nella consapevolezza che il dolore per la perdita di un figlio non potrà mai essere lenito. Le sue lacrime, in aula, mi hanno profondamente turbata.

Il pronunciamento di oggi della Corte d’Assise, di condanna dell’imputato, non potrà restituire una vita spezzata né cancellare il dolore di chi ha perso una persona cara. Può però rafforzare la fiducia nello Stato e nelle istituzioni e rappresentare un monito affinché tragedie come questa non si ripetano mai più. Ringrazio l’avvocato del Comune di Latina Cinzia Mentullo che ha portato avanti l’istanza da me sollecitata ricordando, in ogni sede, che lo Statuto del Comune di Latina riconosce il valore del lavoro e del rispetto del lavoro.

La vicenda relativa alla morte di Satnam Singh non è finita qui. C’è, infatti, un altro procedimento che deve ancora concludersi relativo al caporalato dove, anche in quel caso, il Comune di Latina si è costituito parte civile. La nostra città continuerà a essere in prima linea nella difesa della legalità, della sicurezza sul lavoro, della dignità dei lavoratori e dei diritti di ogni persona, senza distinzione di provenienza o condizione”.

 

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CRONACA

Morte di Federico Salvagni, in aula il racconto del testimone: “L’auto arrivò a forte velocità e non si fermò”

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Nuova udienza ieri al Tribunale di Latina nel processo a carico di Gioacchino Sacco, imputato per omicidio stradale aggravato dalla fuga e omissione di soccorso in relazione alla morte del sedicenne Federico Salvagni, investito nella notte di Ferragosto del 2025 sul litorale pontino. Davanti al collegio penale è stato ascoltato un giovane testimone che ha ricostruito la dinamica dell’incidente.

Secondo il suo racconto, quella notte avrebbe visto una Lancia Y bianca affrontare una curva a forte velocità, invadere la corsia opposta e, dopo una brusca sterzata e un urto contro un muro, travolgere tre ragazzi che stavano camminando in fila indiana lungo la strada. Il testimone ha inoltre riferito che il conducente non avrebbe rallentato né prestato soccorso, allontanandosi con l’auto gravemente danneggiata.

“Piano piano sta venendo a galla tutta la verità” ha detto Franco Salvagni, padre di Federisco, all’uscita dal tribunale.

Il processo proseguirà con l’ascolto degli altri testimoni mentre la Procura continua a ricostruire le responsabilità per la morte del giovane.

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CRONACA

Distretto Bufalino dell’Agro Pontino, aderiscono 11 Comuni: chiesto il riconoscimento alla Regione Lazio

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Il Distretto Agroalimentare per i prodotti bufalini dell’Agro Pontino compie un nuovo passo verso la nascita ufficiale. Il Comune di Pontinia, capofila del progetto, ha trasmesso alla Regione Lazio la richiesta di riconoscimento dopo aver raccolto le adesioni formali degli undici Comuni coinvolti.

Oltre a Pontinia, hanno aderito Latina, Sabaudia, Sezze, Terracina, Sermoneta, Fondi, Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Priverno e Maenza. La richiesta è stata inviata all’assessorato regionale competente, completando una fase dell’iter iniziato un anno fa con la presentazione del progetto.

L’obiettivo è creare un sistema che riunisca l’intera filiera bufalina – dagli allevatori ai trasformatori fino alla commercializzazione – valorizzando una delle principali eccellenze agroalimentari del territorio. L’Agro Pontino, infatti, concentra oltre 61 mila capi bufalini, di cui circa 26 mila nel solo comune di Pontinia.

Il Distretto sarà organizzato come un’associazione senza scopo di lucro che coinvolgerà enti locali, imprese agricole, associazioni di categoria, enti di ricerca e istituti di credito, con l’obiettivo di favorire promozione, innovazione e accesso ai finanziamenti.

L’assessore all’Agricoltura di Pontinia Giovanni Bottoni, ideatore del progetto, spiega che, una volta ottenuto il via libera della Giunta regionale, si passerà alla costituzione formale davanti a un notaio e alla nomina del consiglio di amministrazione, avviando così la fase operativa del Distretto.

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