il racconto di una donna

Al drive-in del Sani, fila-beffa di nove ore: niente tampone. “Avevo la febbre ed ero sola”

Oggi già in coda nella notte. Le misure annunciate dalla Asl, mentre proseguono i disagi per i cittadini

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LATINA – Nove ore di attesa in fila per fare il tampone, con i problemi che tutti possiamo immaginare e quando era finalmente all’ingresso dell’ex Sani dove si trova da qualche giorno la postazione drive-in di Latina (che serve praticamente l’intera provincia), il servizio ha chiuso, così come stabilito dalla Asl.

Il sabato è trascorso così per la signora Maria (il nome è di fantasia),  e la fila era cominciata al centro Giotto, diversi chilometri prima. La mattina si era svegliata con la febbre e il medico curante ha prescritto l’esame vista la positività di un congiunto.

IL RACCONTO – “Sono stata in macchina dalle 9 di mattina alle 19,30 della sera, da sola come mi era stato consigliato, e  quando mi è stato detto che non avrei potuto fare il tampone, mi sono avvilita. Ero stanchissima, con la febbre,  e vi lascio immaginare che cosa è stato non potersi allontanare dalla macchina, dopo tante ore senza un bagno. C’erano persone accanto a me inferocite e a quel punto ad un gruppo ristretto, quelli che non ce l’avevano fatta per un soffio,  è stata assegnata una priorità per questa mattina alle 8,30″. Con la febbre, senza mangiare, senza un bagno : un incubo.

Il primo questa mattina si è messo in fila alle 2,30 e già dalle prime ore dell’alba la coda di auto era chilometrica.

GLI INFERMIERIL’infermiere/a di turno al drive-in non si ferma mai: bardato di protezioni, tuta,  visiera e mascherina, ad ogni finestrino gentilmente fa le domande di rito, spiega dove tenere le mani, esegue il tampone, richiude la provetta, cambia i guanti e ricomincia come ad una catena di montaggio, perennemente in prima linea ora come nel periodo più buio della pandemia. 

LE MISURE – Per evitare situazioni come questa, ormai ordinarie da troppo tempo, da quando sono cominciati i rientri dalle vacanze e i contagi hanno ripreso la salita che conosciamo bene attraverso i numeri del bollettino, la Asl di Latina ha stabilito l’aumento sul territorio delle postazioni drive in, l’assunzione di nuovi infermieri (il direttore generale Giorgio Casati ha parlato di 40 unità) e il reclutamento di quelli in servizio di notte nei Pat che resteranno quindi  chiusi dopo le 20. Inoltre, da martedì, la prenotazione sarà obbligatoria per poter eseguire il tampone. La decisione sui Pat ha scatenato però l’ira dei sindaci di Cisterna, Cori, Sezze, Priverno, Minturno e il presidente della commissione regionale sanità Giuseppe Simeone ha annunciato sul tema un’interrogazione al Presidente Zingaretti e all’assessore regionale Alessio D’Amato.

Ieri anche il sindaco di Latina Damiano Coletta ha telefonato al manager della Asl per chiedere spiegazioni sulla situazione ed è sttao rassicurato sulle misure che saranno prese rapidamente.

Intanto, chiedere una mano ai volontari della protezione civile per contare le auto e stabilire un numero massimo di attesa, evitando file vane come quella della signora Maria, e di centinaia di altri cittadini, sarebbe d’aiuto.

 

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