natale 2020

Le raccomandazioni della Asl di Latina: “Per le Feste rimandiamo baci e abbracci per proteggerci dal Covid”

Appello del dg Casati e dell'infettivologa Lichtner

LATINA – “Il tampone rapido non è ‘patente di sanità’ ma fotografa solo situazione di quel momento”. La Asl di Latina, che considera ancora grave la situazione dei contagi sul  territorio raccontata alcuni giorni fa anche dall’indice Rt provinciale sopra l’1,6, di fronte alla grande tentazione rappresentata da pranzi e cene natalizi ha deciso mandare un messaggio ai cittadini per ricordare che prudenza e responsabilità sono le armi che abbiamo contro il covid.
RIMANDARE BACI E ABBRACCI – “Il Natale è alle porte e colgo l’occasione per rivolgere a tutte le cittadine e i cittadini di Latina e provincia il più sincero augurio di buon Natale – dice il direttore generale della Asl di Latina, Giorgio Casati – Le feste quest’anno saranno  inevitabilmente diverse da quelle che siamo soliti celebrare ma lo sforzo che mettiamo in campo oggi ci servirà ad uscire prima e meglio da questa pandemia globale. Il distanziamento, il corretto uso dei dpi e il lavaggio delle mani sono le uniche armi per combattere il virus che noi oggi possiamo utilizzare. Rimandiamo i baci, gli abbracci e le strette di mano in modo da tutelare le persone più fragili come gli anziani e quelle affette da comorbilità”.

NON MINIMIZZARE – Anche la professoressa Miriam Lichtner, direttrice della Uoc di Malattie Infettive del Goretti di Latina e docente universitaria della Sapienza di Roma invita a non minimizzare i rischi e la situazione: “Sebbene si registri una deflessione del numero di contagi a Latina e provincia la situazione rimane ancora grave. L’ospedale Goretti è completamente coinvolto da questa emergenza sanitaria e sono ormai settimane che i circa 200 posti letto Covid sono sempre occupati. Una cosa impressionante che registro- aggiunge l’esperta- è che rispetto alla prima ondata di marzo che aveva sconvolto tutti gli italiani e caratterizzata da coesione sociale e canti dalle finestre, oggi c’è incredulità, dubbio e negazione”.

Ne abbiamo parlato con lei su Radio Immagine

I NOSTRI NUMERI – “Per rendere più chiara  – aggiunge Lichtner – la situazione posso dire che da marzo fino al mese agosto, presso il nosocomio pontino, abbiamo ricoverato 270 persone, ad oggi il totale è arrivato a più di mille. Ciò vuol dire che in tre mesi abbiamo totalizzato più di 800 ricoveri. Mi rendo conto che nella società non c’è la percezione di cosa succede, sembra ci si sia abituati a questo stato di emergenza”.

COME COMPORTARSI – “Data la situazione di grande emergenza- sottolinea la Lictner- tutto quello che sotto le feste riunisce le persone fa purtroppo aumentare i contagi. In questo momento epidemico sappiamo che le famiglie sono i detonatori del contagio, soprattutto nuclei familiari che normalmente non sono in contatto ma che si riuniscono per le feste sono degli amplificatori della situazione. E’ pur vero che una grande percentuale di persone contagiate sono gestibili a domicilio ma il 10-15% dei soggetti presenta la malattia in forma grave con necessità di ospedalizzazione e possibilità di morte. Credo ci voglia un grande senso di responsabilità per evitare che ai nostri familiari, ai nostri amici possa accadere una cosa del genere. Bisogna evitare di complicare una situazione già grave”.

 

I TEST – Anche i tamponi non danno certezze assolute: “Sfatiamo un altro falso mito, il tampone antigenico o molecolare che tutti vogliono assicurarsi prima della vigilia di Natale, fotografa la situazione di quel momento ma non ci assicura una patente di ‘sanità’ per così dire. Abbiamo già visto questa estate che effettuare il test prima di partire, è stato inutile e ingannatorio. Chi è negativo si sente libero di non rispettare il distanziamento, di non usare la mascherina e questo può essere molto pericoloso. Il tampone è uno strumento invece che deve servire per fare diagnosi per chi sta male o per controllare eventuali focolai. Non bisogna ingolfare il sistema solo per avere ‘una patente di non contagiosità’ perché questo si tradurrebbe in una pratica doppiamente irresponsabile che da una parte non ci rende più sicure nelle riunioni familiari e dall’altra stressa un sistema sanitario già oberato”.
IL MOMENTO PIU’ RISCHIOSO – “Il momento più rischioso è proprio stare attorno ad uno stesso tavolo e mangiare, senza mascherina ovviamente, o altri momenti di convivialità. Scegliamo invece di scambiarci gli auguri tra pochi familiari stretti e ricordiamoci di usare correttamente la mascherina. Se cosi faremo riusciremo a ridurre i contagi e ad arrivare presto a poter utilizzare il vaccino cosi da sconfiggere questa terribile epidemia”, ha sottolineato in conclusione Miriam Lictner.

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