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SANITA'

Ponza, inaugurato il nuovo servizio di radiologia tradizionale

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Dopo anni di attesa, la comunità di Ponza può finalmente contare su un servizio radiologico stabile: è stato inaugurato oggi, all’interno del Poliambulatorio del Distretto 5 della ASL di Latina, il nuovo servizio di radiologia tradizionale. Una conquista importante che consentirà ai residenti e ai turisti di accedere a esami diagnostici direttamente sull’isola, senza la necessità di trasferimenti verso la terraferma. All’inaugurazione hanno preso parte il Direttore Generale della ASL di Latina Sabrina Cenciarelli, il consigliere regionale Enrico Tiero, la deputata Giovanna Miele e il sindaco di Ponza Francesco Ambrosino: una partecipazione corale che testimonia l’attenzione delle istituzioni nei confronti dei bisogni delle comunità insulari. Il servizio, attivo dal 12 luglio, è basato su un moderno sistema radiologico portatile, collocato in una sala dedicata e conforme alle normative di sicurezza, con la presenza stabile di un tecnico di radiologia e un medico radiologo. Durante l’estate sarà operativo dal venerdì alla domenica; da ottobre ad aprile è prevista l’attivazione un giorno a settimana. Dal 1° agosto sarà inoltre disponibile un’agenda su prenotazione ogni venerdì pomeriggio, con una capacità di quattro esami l’ora. Nei primi otto giorni di attività sono già stati effettuati 20 esami radiografici e 5 ecografie, che hanno permesso diagnosi tempestive in casi di fratture e coliche renali, tutte trattate direttamente sull’isola, evitando trasferimenti in eliambulanza.

«Oggi è una giornata storica per la nostra Azienda e per la comunità di Ponza – ha dichiarato la direttrice Cenciarelli –. Inauguriamo un modello di sanità più equo e accessibile, che riconosce il diritto di ogni cittadino a diagnosi tempestive e cure di qualità, anche in territori complessi. Ponza non è periferia: è parte integrante della nostra missione di cura».

L’attivazione del nuovo servizio rientra in una più ampia strategia della ASL di Latina per rafforzare la sanità nelle aree fragili. A Ponza, negli ultimi mesi, sono stati potenziati diversi servizi: ambulatorio h24, dialisi, punto prelievi, specialistica mensile, infermieristica attiva sei giorni su sette e prestazioni in telemedicina. Nella stessa giornata, si è svolta anche una tappa del tour “Spiagge serene”, progetto di prevenzione e sicurezza promosso dalla ASL. Sulla spiaggia di Frontone si è tenuta un’esercitazione congiunta tra il personale sanitario e la Capitaneria di Porto, coordinata dal comandante Dario Nicosia, con simulazioni di emergenza e soccorso in ambito balneare.

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Epatite “A”, al Goretti dimesso un paziente, stabili gli altri. L’analisi del primario di Malattie Infettive, Cosmo Del Borgo

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LATINA – L’attenzione è alta dopo l’emersione di 24 casi di epatite “A” in provincia di Latina. Il lavoro della Asl prosegue su più fronti: diagnosi e monitoraggio dei pazienti che hanno contratto il virus epatico, il tracciamento, le verifiche nei ristoranti, l’informazione con indicazioni diffuse anche alle scuole.

La buona notizia è che i pazienti con sintomi più severi non destano particolari preoccupazioni al momento, e che dei sei ricoverati, uno è stato dimesso proprio in queste ore.

Per fare il punto della situazione e spiegare quali comportamenti è opportuno avere o evitare, abbiamo sentito il professor Cosmo del Borgo, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive del Goretti, la struttura di riferimento sul territorio della Asl di Latina.

Professore, qual è la situazione ad oggi? 

La situazione oggi è di estrema tranquillità, con stabilità del numero dei casi. I pazienti sono tutti in buone condizioni, in fase di miglioramento e contiamo presto di dimetterli. Al Goretti in questo momento abbiamo cinque casi, e speriamo che il numero si riduca ogni giorno. Però dobbiamo aspettare le prossime settimane per vedere come va l’andamento di questo eccesso di casi che abbiamo riscontrato e che ha fatto sì che comunque l’Asl si sia attivata prontamente per poter inquadrare il fenomeno e tenerlo sotto controllo nelle prossime settimane.

Quali sono i consigli che possiamo dare e quali le preoccupazioni da avere eventualmente?

Innanzitutto nessuna preoccupazione, perché i consigli in realtà vanno bene per tutto l’anno e per sempre. Quello comunque di evitare il consumo di cibi non cotti, in particolare, per quanto riguarda l’epatite A, il rischio è aumentato soprattutto per i molluschi in quanto le loro caratteristiche biologiche tendono a concentrare, a filtrare le acque e quindi a poter aggregare in maniera più efficace particelle virali se vengono contaminate, ma  è un buon consiglio non consumare cibi non cotti, in quanto i virus sono termolabili quindi con pochi secondi, un minuto in ebollizione il virus viene inattivato. Il consiglio principale è questo, poi un altro consiglio che vale sempre tutto l’anno per qualsiasi virus o batterio è quello del lavaggio accurato delle mani, soprattutto quando si manipolano gli alimenti anche nelle proprie abitazioni.

Quali sintomi possono essere considerati un campanello d’allarme?

La cosa più importante è ricordarsi che questo virus ha un’incubazione molto lunga, il periodo di incubazione così detto va dai 15 ai 50 giorni, e quindi ha tempi lunghi di sviluppo della malattia, questa è la prima cosa da sapere. Poi, i sintomi più tradizionalmente associati a uno scompenso epatico sono la comparsa di ittero, le congiuntive possono diventare di colore giallo, questa pigmentazione è abbastanza facilmente riconoscibile, le feci diventano molto chiare, possiamo avere le urine un pochino più scure, questo associato a un malessere generale, una persona  sente quasi di avere l’influenza, di avere dolori articolari, chiaramente se abbiamo questo tipo di corteo sintomatologico è giusto rivolgersi al medico che farà una diagnosi differenziale delle forme di epatite perché non esiste soltanto il virus A. I segni sono comunque facilmente riconoscibili e devo dire che i nostri pazienti li hanno riconosciuti anche prontamente e quindi si sono rivolti subito al medico o al pronto soccorso.

C’è possibilità che i familiari dei pazienti ricoverati vengano contagiati e quindi che emergano nuovi casi?

Questo teoricamente è possibile nel senso che essendo un virus che viene trasmesso per contatto stretto, è chiaro che sono descritte nelle varie casistiche la possibilità di epidemie all’interno di focolai, quindi all’interno di una famiglia, proprio perché i contatti sono molto serrati, e ripeto un lavaggio non accurato delle mani potrebbe trasmetterlo, però fortunatamente non abbiamo molti casi secondari e questo ci conforta. Anche i contatti molto stretti di natura sessuale chiaramente possono dare adito a un’infezione, però questi rappresentano chiaramente dei casi secondari  rispetto invece a un contatto diretto con materiale che è contaminato da particelle virali.

Che strascichi si potrebbero avere una volta guariti dall’epatite A?

L’epatite A può dare forme acute che possono determinare dei sintomi anche importanti, però rispetto agli altri virus epatici cosiddetti maggiori, cioè il virus dell’epatite B e dell’epatite C, non dà cronicizzazione, quindi il virus viene poi eliminato, si stabilisce un’immunità anche permanente con la formazione di anticorpi  che proteggono da una reinfezione e da questo punto di vista quindi non esercita preoccupazioni di ulteriori controlli nel futuro.

Esiste un vaccino?

Esiste un vaccino che è ampiamente praticato, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove questa malattia è molto diffusa in quanto le reti idriche sono anche minacciate da contaminazione, cosa che fortunatamente nei nostri paesi occidentali non si verifica, quindi è impossibile poter acquisire l’epatite A dalla rete idrica che viene sorvegliata e disinfettata in maniera regolare. Il vaccino può essere utile comunque o in casi di contatti molto stretti,  perché se viene effettuato all’interno di un range temporale di 15 giorni dal contatto può impedire la manifestazione della malattia, questo può essere consigliato soprattutto quando il contatto si individua in maniera precoce, quindi si  può somministrare entro 15 giorni dal contatto, oppure anche è buona norma, soprattutto se uno intraprende un viaggio in paesi in cui il numero di casi rimane costantemente elevato, questo può accadere soprattutto in mete che sono lontane come appunto i paesi in via di sviluppo, allora può essere consigliato farlo anche prima di un viaggio.

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Primi ricoverati per Epatite “A” al Goretti di Latina

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LATINA – Anche Latina ha i suoi casi di Epatite “A”. Diversi pazienti che presentavano sintomi legati all’infezione del fegato e si sono rivolti all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, sono stati diagnosticati e sono ora ricoverati nell’ Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive diretta dal dottor Cosmo Del Borgo. Tra loro, anche un noto imprenditore del capoluogo.

Ad oggi le segnalazioni risultano complessivamente 24, distribuite nelle città di Aprilia, Fondi, Formia, Latina, Sabaudia, Sermoneta, Campodimele, Priverno, Lenola, e Terracina. I pazienti ricoverati sono attualmente 6, tutti in condizioni stabili e in reparti ordinari.

La ASL di Latina ha immediatamente attivato tutte le misure necessarie per contenere la diffusione del virus e tutelare la salute pubblica.

È stata  istituita – spiegano dall’azienda sanitaria- una task force aziendale multidisciplinare, coordinata dalla Direzione Generale e composta dal Dipartimento di Prevenzione, il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp), la Struttura di Igiene Alimenti di origine animale, nonché l’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, in costante coordinamento con il SeReSMI (Servizio Regionale per la sorveglianza delle malattie infettive) e l’Area Promozione Salute e Prevenzione della Regione Lazio.

Tra le attività già realizzate rientrano la pianificazione e l’esecuzione di rigorosi controlli negli esercizi di ristorazione e in punti vendita della provincia pontina. L’Azienda, inoltre, ha inviato ai Comuni della provincia pontina e all’Ufficio scolastico provinciale di Latina comunicazioni dettagliate sulle misure di prevenzione e contenimento del virus da attuare. Parallelamente, i Medici di medicina generale e i Pediatri di libera scelta, i primi ad avere il contatto con i pazienti, sono stati informati sulle buone prassi da diffondere ai cittadini sull’igienizzazione accurata delle mani e sul consumo di alimenti opportunamente lavati, evitando il consumo di cibo crudo o poco cotto.

È in fase di valutazione con la Regione Lazio l’attivazione un piano di monitoraggio straordinario degli allevamenti di molluschi del territorio per un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi.

La ASL di Latina -si legge in una nota aziendale- continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione, mantenendo attivi i canali di comunicazione e la cooperazione interistituzionale per l’attuazione di interventi strategici ed integrati di prevenzione, controllo ed informazione chiara e tempestiva ai cittadini

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SANITA'

La Asl apre a Cisterna l’Ambulatorio di Terapia del dolore

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CISTERNA – Dopo l’attivazione a Latina e nel sud Pontino, anche a Cisterna sarà aperto l’ambulatorio della Terapia del Dolore acuto e cronico, non oncologico. La data prevista è il 10 aprile e il servizio sarà fruibile presso il poliambulatorio cittadino il secondo e quarto venerdì del mese, dalle ore 9 alle 12.30.

Obiettivo,  “rispondere ad una crescente necessità di assistenza sempre più mirata sul dolore, che incide profondamente sulla qualità della vita”, spiega in una nota la Asl di Latina. Al Santa Maria Goretti, l’ambulatorio per la Terapia del Dolore è stato attivato a febbraio, mentre al “Dono Svizzero” di Formia è operativo l’ambulatorio per la valutazione e la prescrizione della cannabis terapeutica, servizio che era assente sul territorio provinciale.

«Apprendiamo con soddisfazione l’attivazione di un ambulatorio per la terapia del dolore acuto e cronico. Prosegue quindi l’implementazione dei servizi socio sanitari per la nostra comunità, grazie all’importante lavoro svolto dalla Direzione della Asl di Latina, dichiara il sindaco di Cisterna Valentino Mantini  – Una nuova importante attività che rafforza ulteriormente i servizi di prossimità sul territorio e facilita la presa in carico del dolore acuto e cronico attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolge le strutture sanitarie presenti nella nostra comunità».

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