tumore del polmone

La Sala Ibrida del Goretti è pienamente operativa

Eseguita una biopsia polmonare con visione radiologica tridimensionale

LATINA – Entra in funzione al Goretti dopo l’inaugurazione a Natale e la rapida interruzione per il Covid-19, la sala ibrida, donazione della Fondazione Sanità e Ricerca. E’ stata infatti eseguita in questi giorni una broncoscopia con l’innovativo sistema di guida “CT Cone Beam (CBCT)” che ha permesso di effettuare una biopsia polmonare durante la visione radiologica tridimensionale attraverso la sovrapposizione dell’immagine TAC e fluoroscopica live sui tre piani (assiale, coronale e sagittale). Come essere nel torace del paziente.

“Il tumore polmonare  – spiegano dalla Asl – è tra le cinque neoplasie più frequenti in Italia e rappresenta la prima causa di morte oncologica nella popolazione generale. La diagnosi precoce è essenziale per migliorare la sopravvivenza e l’innovazione tecnologica degli ultimi anni ha permesso l’identificazione di tumori polmonari di dimensioni ridotte e la possibilità di diagnosticarli in fase precoce rendendo più efficaci i trattamenti chirurgici o combinati (chemioterapia/radioterapia)”.

La metodica utilizzata al Goretti ha permesso un centraggio molto preciso e consentito un prelievo di tessuti adeguato all’identificazione del tumore polmonare: “La tipizzazione accurata della neoplasia, cioè la definizione precisa del tipo di tumore permette di avviare il paziente ad una terapia personalizzata (medicina di precisione)”, spiegano gli esperti delle Unità Operative che hanno collaborato: la Pneumologia con la dottoressa Antonella Sarni, la Radiologia Interventistica con il dottor Cesare Ambrogi e l’Anestesia e Rianimazione guidata dal dottor Carmine Cosentino. “Il miglioramento della diagnostica pneumologica è tra gli obiettivi del percorso diagnostico-terapeutico del tumore polmonare aziendale la cui piena attuazione permette di effettuare diagnosi precoci e di ridurre i tempi che intercorrono tra il sospetto clinico, la diagnosi e l’inizio delle terapie“.

Ed è proprio la possibilità di lavorare in maniera multidisciplinare integrando le varie discipline, la caratteristica della sala ibrida che consente a diverse equipe chirurgiche di operare contemporaneamente o in rapida successione su pazienti complessi come avviene nel caso dei politraumatizzati. “Il paziente – sottolineano dalla Asl in una nota –  viene studiato e curato con tecniche radiologiche , angiografiche e TAC , tutto attraverso lo stesso dispositivo tecnologico”.

In Sala ibrida possono operare la Cardiologia, per le protesi valvolari e disostruzioni coronariche; la Neurochirurgia per la terapia complessa della colonna vertebrale , aneurismi cerebrali , ictus;  la  Vascolare per le protesi addominali e toraciche complesse; e  la Radiologia Interventistica.

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