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CRONACA

Via Quarto, la concessione era impossibile, nessun risarcimento all’impresa Riccardo

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LATINA – La concessione edilizia per il cantiere di Via Quarto, all’angolo con Via Ecetra a Latina, era impossibile e per questa ragione il Comune non deve nulla, a titolo di risarcimento del danno, alla  Costruzioni Generali s.r.l. dell’imprenditore Massimo Riccardo.  Anzi sarà Riccardo a pagare 10mila euro di spese processuali a cui si aggiunge il contributo unificato per la proposizione del ricorso in primo e secondo grado (Tar e CdS). Lo ha deciso il Consiglio di Stato accogliendo le motivazioni dell’Ente locale che si era appellato dopo la sentenza del Tar che, in primo grado, riconosceva un sostanzioso ristoro al titolare dell’impresa edile il cui cantiere fu bloccato, perché  si scoprì   – soltanto grazie alla battaglia di un gruppo di cittadini capitanati da Maria Alessandra Frezza – che sorgeva su una superficie di proprietà del Comune dunque non poteva essere oggetto di perequazione.  nella sentenza del Consiglio di Stato si legge che “all’esito di verifiche d’ufficio, disposte in seguito alla proposizione del ricorso, è risultato che una delle aree cedute dalla Costruzioni Generali S.r.l. al Comune di Latina, la particella n. 33, era in realtà di proprietà della stessa Amministrazione, così da non poter concorrere alla determinazione del volume già autorizzato in favore del privato” e che “il Comune, di conseguenza, con provvedimento del 15 gennaio 2015, ha annullato il permesso di costruire”. Poi è stato annullato anche il Piano Particolareggiato della zona.

Il cantiere da allora è solo una voragine:  bloccato e divenuto l’emblema di una politica urbanistica un po’ troppo allegra.

(nella foto, l’area verde prima che si aprisse il cantiere. Vi sorgevano due grandi eucalipti. Di qui, la battaglia dei cittadini che hanno consentito di fare luce sulla realtà di certe concessioni edilizie) 

LA TESI DELL’ENTE ACCOLTA DAI GIUDICI – La tesi dell’ente si rifaceva all’annullamento del piano particolareggiato del quartiere R3 Prampolini  sostenendo che proprio per questa ragione a Riccardo non spettasse alcun risarcimento. Tesi accolta dai giudici amministrativi  che hanno sentenziato: “Nessuna possibilità esisteva di rilasciare legittimamente il permesso a costruire richiesto”, quanto poi alla responsabilità del Comune per il danno derivato al privato dall’annullamento dei contratti di compravendita di alcuni appartamenti dell’edificio in costruzione, viene da sé che se la concessione è illegittima non nasce da essa alcun interesse privato da tutelare ed eventualmente risarcire se calpestato. Così hanno deciso in Camera di Consiglio il Presidente Luigi Maruotti,  e i consiglieri Fabio Taormina, Daniela Di Carlo, e Alessandro Verrico.

Un bel sospiro di sollievo anche per i cittadini visto che l’imprenditore Massimo Riccardo chiedeva un risarcimento milionario.

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8 Comments

8 Comments

  1. Aldo Lendaro

    8 Gennaio 2019 at 12:24

    Ora ricoprire buca e piantare alberi a spese di chi ha sbagliato.

  2. Claudia Saba

    8 Gennaio 2019 at 13:08

    E adesso? Tutte le altre aree bloccate?

  3. Claudia Saba

    8 Gennaio 2019 at 13:11

    E gli altri risarcimenti richiesti? Sono stati bloccati anche quelli?

  4. Roberto Vanon

    8 Gennaio 2019 at 13:39

    Che risate….

  5. Andrea Artuso

    8 Gennaio 2019 at 13:42

    Parco giochi per bambini a spese dell’imprenditore Riccardo.

  6. Gianmarco Gambetti Montemurro

    8 Gennaio 2019 at 14:10

    adesso la prossima è una lottizzazione nel francioni

  7. Sergio Andreatta

    8 Gennaio 2019 at 16:11

    Buonissima notizia, ora occorre ripristinare l’area

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CRONACA

Meccanico minacciato con la pistola per un lavoro fatto male: un arresto e tre denunce

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TERRACINA – Si presentano sotto casa di un meccanico e lo minacciano con una pistola, per un lavoro che – secondo loro – è fatto male. E’ accaduto nella notte a Terracina e dopo l’allarme al 112 lanciato dalla moglie della vittima, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Terracina, della Tenenza di Fondi e della Stazione di Terracina hanno arrestato in flagranza di reato un 49enne del posto, già noto alle forze di polizia, per detenzione illegale di munizionamento da guerra, denunciando lui e altre due persone, una donna e un uomo,  per il reato di minacce aggravate in concorso.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, una 32enne si sarebbe recata sul posto insieme al 49enne per contestare un presunto lavoro mal eseguito sulla sua auto e dopo una breve discussione, avrebbe estratto dalla borsa una pistola puntandola contro il meccanico e minacciandolo, con il concorso dell’accompagnatore, per poi allontanarsi. Successivamente, la vittima sarebbe stata raggiunta telefonicamente da un terzo uomo, un 36enne poi identificato dai carabinieri, che avrebbe rivolto ulteriori minacce al meccanico.
Durante le indagini che ne sono seguite, la donna è stata rintracciata quando era rientrata a casa e, dopo una perquisizione veicolare, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un tirapugni in metallo e una pistola a salve, che era stata nascosta. A casa del 49enne,  invece, sono stati trovati quattro proiettili traccianti e l’uomo è arrestato e sarà processato per direttissima.

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CRONACA

Bus, mancano gli autisti, saltano le corse: disagi per studenti e pendolari

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LATINA – Caos trasporto pubblico oggi a Latina, per l’assenza dal lavoro di quasi la metà degli autisti con la conseguente soppressione di numerose corse e gravi disagi per utenti, lavoratori e studenti. “Secondo quanto formalmente comunicato dal gestore  – spiega l’assessore alla Mobilità Gianluca Di Cocco – l’assenza di autisti per malattia, unitamente a permessi, riposi e congedi, ha determinato una riduzione del personale disponibile pari a circa il 47 % della forza lavoro in servizio. L’amministrazione ha avviato un confronto affinché vengano individuate e adottate con la massima tempestività le misure necessarie al ripristino della piena regolarità del servizio e alla prevenzione di analoghe situazioni in futuro”, assicura Di Cocco

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CRONACA

Al volante ubriaco, senza patente, assicurazione e revisione: denunciato

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FONDI – A poche ore dall’obbligatorietà in auto dell’alcolock per i conducenti condannati per guida in stato d’ebbrezza, nell’ambito dell’intensificazione dei controlli volti a rendere le strade cittadine più sicure, gli agenti della Polizia Locale di Fondi, coordinati dal Dirigente Dott. Vincenzo Leone, hanno denunciato un 49enne sorpreso al volante senza patente, senza revisione, senza assicurazione e, soprattutto, con un tasso alcolemico tre volte superiore al consentito.

L’accertamento è scattato lungo un’arteria provinciale attenzionata dalle autorità competenti dove l’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha causato un incidente con gravi danni ad altre due auto in sosta. Oltre alla denuncia in stato di libertà per guida sotto l’effetto di alcool, sono scattati diversi verbali per un ammontare complessivo di 1.239 euro. La patente è stata ritirata ed il veicolo è stato sottoposto a sequestro per la successiva confisca e a fermo amministrativo.

«L’introduzione nel nuovo Codice della Strada e la firma del decreto attuativo – spiega il Comandante Leone – si è immediatamente tradotta in un’intensificazione dei controlli sul territorio per prevenire un fenomeno purtroppo ancora troppo diffuso che mette in pericolo non solo chi si mette al volante in stato di alterazione psicofisica ma soprattutto altri veicoli e conducenti».

«Un sentito ringraziamento al Comandante e all’intero Corpo di Polizia Locale – aggiunge il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto – chi guida in stato di ebbrezza si trasforma in un’arma letale per sé stesso e per il prossimo. Con l’entrata in vigore delle nuove norme i controlli, volti proprio a prevenire la presenza di queste minacce sulle nostre strade, saranno ancora più serrati».

Cos’è l’ alcolock

L’alcolock è un dispositivo elettronico collegato al sistema di avviamento del veicolo. Funziona come un etilometro: prima di mettere in moto, il conducente deve soffiare nel boccaglio. Se viene rilevato un tasso alcolemico superiore a zero, l’auto non parte. Il nuovo Codice della Strada prevede l’obbligo di installazione del dispositivo per quei conducenti condannati per guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Chi, pur essendo obbligato, non installa l’alcolock rischia una sanzione amministrativa da 158 a 638 euro e la sospensione della patente da uno a sei mesi. Le sanzioni raddoppiano in caso di manomissione del dispositivo. Se il conducente viene trovato ancora in stato di ebbrezza senza aver installato l’alcolock, le pene previste aumentano di un terzo.

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