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Rigivan Ganeshamoorthy incontra Gaeta: “Mi avevano detto che non si fanno le nozze con i fichi secchi, poi ho vinto le Olimpiadi”

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GAETA – Oro olimpico e campione anche di simpatia, Rigivan Ganeshamoorthy, per gli amici Riggi (in romanesco con due g), è stato tra i protagonisti, venerdì, della giornata inaugurale di Sportivamente, il festival della narrazione promosso e organizzato dalla casa editrice Lad Dfg in corso a Gaeta (fino al 30 novembre). L’atleta romano, 25enne, nato da genitori dello Sri Lanka, ha portato ai vertici mondiali l’Italia nelle specialità di getto del peso, lancio del disco e lancio del giavellotto in carrozzina, eppure gli avevano detto di lasciar perdere.

C’è bisogno di formazione, di tecnici preparati – spiega – . Molti pensano che lo schema che applicano su un ragazzo normo(dotato) lo possono applicare anche su una persona con disabilità, ma è sbagliato. Dico questo perché sai quanti campioni possiamo perdere, così. Pure io ero uno di quelli: quando io mi sono avvicinato all’atletica, dopo i primi mesi, un tecnico di cui non dico il nome, mi dice: “Non si fanno le nozze con i fichi secchi”, in poche parole mi ha detto cambia sport che non è per te, e facevo il lanciatore nel disco. A distanza di 4 anni ho portato l’oro. L’ho vissuta proprio sulla pelle, in prima persona, perché  pure io ero stato escluso dall’atletica e invece guarda qua che cosa è uscito fuori. Succede tutt’ora, e questo per me è sbagliato, ci sono persone che si abbattono e vogliono subito tutta gente forte e campioni, invece i campioni vanno coltivati, non è che nascono sugli alberi o cascano dal cielo”.

Ne abbiamo parlato con lui per Gr Latina

Rigivan Ganeshamoorthy nel 2017 era già adolescente quando gli è stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barré, aggravata due ani dopo da una lesione cervicale conseguente a una caduta. Oggi è testimonial del mondo paralimpico e prepara con grande impegno la sua partecipazione agli Europei: “Ad agosto 2026 ci saranno gli europei a Glasgow, andrò lì a portare il tricolore il più alto possibile, ovviamente sempre se la salute permette, perché purtroppo la salute è sempre un po’ ballerina. Però il mio obiettivo è questo e in più metterò anche la scherma in mezzo, farò un intreccio di due sport completamente differenti e li porterò tutti e due a gonfie vele“.

Rigi è rimasto affascinato da Gaeta: “E’ bellissima, me ne avevano parlato. E poi qui – ha detto – ho visto per la prima volta una pista di pattinaggio su ghiaccio”.

IL PROGRAMMA – Il festival Sportivamente prosegue oggi e domani con altri incontri, presentazioni di libri e panel tematici. Tanti gli atleti presenti.

Sabato 29 novembre
10.00-12.00 – Palamarina di Serapo, “Dal libro al campo” un Clinic tecnico con Manù Benelli la più titolata giocatrice italiana di volley, presenta il giornalista Marco Incagnola.

11.00-12.00 – Sfera Dome, panel “La narrazione di un calcio perduto: D’Amico e Maradona nei ricordi di Bruno Giordano”; Gianluca Atlante autore del libro “Vincenzo D’Amico. Volevo giocare nella Lazio” e Paquito Catanzaro autore del libro “Il Dio del pallone” dialogano con Bruno Giordano. Modera il giornalista Pasquale Cangianiello.

17.30-18.30 – Sfera Dome, panel “La fiaccola olimpica illumina Gaeta”. Il giornalista RAI Sandro Fioravanti dialoga con il campione europeo Stefano Tilli e il Sindaco di Gaeta Cristian Leccese. Presentazione del passaggio della fiaccola olimpica a Gaeta.

19.00-20.00 – Sfera Dome, panel “Calcio femminile: crescita, visibilità e futuro”. La giornalista del Sole 24Ore Monica D’Ascenzo dialoga con Elisabetta “Betty” Bavagnoli Head of women’s football AS Roma e Raffaele Pinzani Direttore sportivo Lazio Women.

Domenica 30 novembre
10.30-12.00 – Sfera Dome, panel “America’s Cup 2027: il vento della sfida” Intervengono il vincitore della Youth America’s Cup 2024 Federico Colaninno, il Capo Segreteria tecnica del Ministro Abodi e board member AC 38 Mario Pozzi e Luis Saenz Mariscal Chief Legal Counsel America’s Cup Napoli 2027. Modera il giornalista Pio Marzullo.

“SPORT, STORIE, GAETA: IL FESTIVAL DELLA NARRAZIONE – SPORTIVAMENTE” si configura come un’occasione unica, capace di emozionare e unire appassionati, istituzioni e giovani. Un appuntamento da non perdere, dove la magia dei racconti sportivi diventa il modo più autentico per tramandare valori, passioni e ispirazioni che lo sport sa regalare.

Il Festival, che ha ottenuto il patrocinio di partner istituzionali come DiSCoLazio, CONI Lazio, Comitato Paralimpico Lazio, Città di Gaeta, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Sport e Salute; con il coordinamento editoriale di Lab DFG, e il supporto di Aps Gestione e Servizi, Blucom, vede la partecipazione di campioni olimpici e paralimpici, dirigenti sportivi e giornalisti sportivi.

 

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La lezione di monsignor Accrocca a Cisterna: “San Francesco era un giovane come i nostri che ha trovato quello che cercava”

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CISTERNA – E’ stata a Cisterna la prima uscita da neonominato vescovo di Assisi per monsignor Felice Accrocca che lunedì pomeriggio ha tenuto una lezione su San Francesco nell’incontro organizzato dal Campus dei Licei Massimiliano Ramadù nell’ambito del Patto educativo di comunità che l’Istituto ha sottoscritto con il Comune di Cisterna insieme agli Istituti Comprensivi Leone Caetani, Monda-Volpi, Plinio il Vecchio e alla scuola paritaria De Mattias.

Accrocca, originario di Cori, che nel corso del suo percorso è stato anche vice parroco della chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo a Cisterna, è un grande studioso di San Francesco, docente di storia del francescanesimo e ha parlato alla platea riunita nella sala consiliare del Comune di Cisterna, accolto dal sindaco Valentino Mantini e dalla dirigente del Campus dei Licei Ramadù, Anna Totaro.

«Francesco incuriosisce e fa discutere – ha sottolineato Monsignor Felice Accrocca nel suo intervento – anche coloro che non sono credenti, la sua figura emana un fascino che resiste alle generazioni per il suo evangelismo. La sua storia e i testi che ne parlano raccontano di un giovane molto centrato su sé stesso e un po’ viziato, non molto distante dai ragazzi di oggi, poi di un uomo di guerra tornato da quest’ultima esperienza profondamente cambiato e con uno sguardo diverso nei confronti dei poveri, dei lebbrosi, dei meno fortunati. Ha compreso le fragilità umane iniziando un percorso che lo ha portato a condurre una vita cristiana di povertà e a diventare un predicatore del Vangelo. Uno dei messaggi più significativi che ci ha lasciato – ha proseguito – è quanta forza possono avere le nostre convinzioni e l’importanza di interrogarsi sulle relazioni con le gli altri, con coloro con i quali veniamo a contatto».

Prima di lui è intervenuto il sindaco Valentino Mantini che ha portato il saluto della città all’Arcivescovo. «Gli 800 anni dalla morte di San Francesco – ha sottolineato il primo cittadino che ha consegnato a Monsignor Accrocca il crest di Cisterna, realizzato da un artigiano della nostra comunità – rappresentano anche l’occasione per rilanciare valori che non sono soltanto quelli della povertà e della carità ma anche la capacità di costruire un percorso per le nuove generazioni, per i giovani che hanno bisogno di messaggi positivi come aprire le porte ai più deboli. In questa fase è fondamentale una comunità educante che supporti la costruzione di una nuova generazione: in questo senso il Patto educativo di comunità sottoscritto dall’Amministrazione comunale con tutti gli Istituti scolastici del territorio rappresenta uno strumento per lavorare in sinergia con dirigenti e insegnanti nella formazione dei ragazzi».

La dirigente scolastica del Campus dei Licei Massimiliano Ramadù Anna Totaro ha preso la parola ringraziando la docente Daniela Antonilli per aver curato i contatti con Monsignor Accrocca e convenuto con lui tempi e modalità nell’incontro. Ha poi illustrato al relatore le ragioni della richiesta di raccontare alla comunità educante e territoriale la vita del Santo in un momento in cui la società ha bisogno di recuperare la semplicità, l’essenzialità e soprattutto la pace interiore per instaurare rapporti positivi soprattutto con i giovani.

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Cultura e intelligenza artificiale: è in onda La Valigia, il nuovo doc di Massimo Ferrari

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LATINA –  E’ andato in onda per la prima volta domenica 18 gennaio ed è ora in programmazione (disponibile anche on demand) su Sky Arte il nuovo documentario di Massimo Ferrari, “La Valigia”, prodotto dalla casa di produzione pontina MaGa Production di Gaia Capurso. Il registra di Latina si cimenta con l’intelligenza artificiale e sul suo rapporto con l’arte,  teatro,  filosofia, poesia e arti visive, e si interroga su quali valori culturali sia fondamentale preservare in un futuro sempre più guidato dagli algoritmi.

“Questo  – spiega – è un documentario sulle potenzialità dell’umano e dell’arte, sul potere della contaminazione, mentre stiamo attraversando il grande punto di domanda rappresentato dai profondi cambiamenti dovuti dall’introduzione della Intelligenza Artificiale e ci limitiamo solo a condannarli o ad esaltarli. Questo documentario è un laboratorio in cui si incontrano, si scontrano, si contaminano autenticità e finzione, umano e virtuale, tradizione e futuro”.

Il racconto si arricchisce delle voci di Maura Gancitano e Andrea Colamedici (TLON Edizioni) e di esperienze artistiche che sperimentano nuove forme di espressione tra umano e digitale. Nel gruppo di lavoro anche professionisti della provincia di Latina, il direttore della fotografia Enrico De Divitiis e,  tra gli autori delle musiche, Francesco Ruggero.

Ne abbiamo parlato con Massimo Ferrari

 

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Latina resiste in casa del Picerno: 0-0 il risultato finale

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LATINA – Il Latina resiste in casa del Picerno e porta a casa un punto prezioso. Dopo due vittorie consecutive, i nerazzurri non riescono nell’impresa nonostante le tante occasioni, ma conducono una gara confortante:  “Una grande prova di maturità” secondo mister Gennaro Volpe apparso soddisfatto in sala stampa.

La formazione resta così fuori dalla zona play out e resta imbattuta in questo avvio del nuovo anno.

IL TABELLINO

AZ Picerno 0 – 0 Latina Calcio 1932

Picerno: Marcone, Bellodi, Esposito (67’ Kanoute) Guadagni (63’ Cardoni), Gemignani, Bassoli, Baldassin (81’ Santarcangelo), Bianchi (63’ Djibril), Franco (67’ Maiorino), Abreu, Rillo. A disposizione: Summa, Succi, Perri, Santaniello, Salvo, Del Fabro, Bocic, Pistolesi. Allenatore: Valerio Bertotto.

Latina Calcio 1932: Mastrantonio, Ercolano, Riccardi (58’ Hergheligiu), Marenco, Dutu, Fasan (89’ Ekuban), D’Angelo (45’ De Cristofaro), De Ciancio (58’ Lipani) Carillo, Tomaselli (72’ Porro), Parigi. A disposizione: Basti, Iosa, Scravaglieri, Pellitteri, Pace, Catasus, Di Giovannantonio, Vona, Quieto. Allenatore: Gennaro Volpe.

Arbitro: Mario Picardi di Viareggio.

Assistenti: Federico Linari di Firenze e Alberto Rinaldi di Pisa.

IV Uomo: Stefano Striamo di Salerno.

FVS: Nicola Monaco di Sala Consilina.

Ammoniti: 35’ Esposito (P), 40’ D’Angelo (L), 74’ Porro (L)

Angoli: Picerno 4 – 3 Latina

Recuperi: 1’ pt / 4’ st

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